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Break this silence. Augh!

CAROPROCIONE è la collective di tutte le mie attività su internet. Se si riesce a decifrarlo si possono anche trovare tutti i miei links.

L'unica attrattiva del passato è che è passato.

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Heracleum blog & web tools

Questa pagina.

Lo confesso. Ho copiato l'html dal mio sito. Era un po' troppo che effettivamente non ne scrivevo. Ho copiato da me stessa nel passato. Back to Future. Tristissimo!
Immagine trovata sul web, parole dalla sigla di Ranma 1/2. I soliti due font Greg's hand e Greg's other hand scaricati su dafont.com.

Valeria Farinella is registered trademark.(!!!)

 

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giovedì, luglio 10, 2008 02:11

Diritto alla vita

Ho letto che in Inghilterra sarà possibile, per una coppia lesbica, accedere alla fecondazione assistita (eterologa, va da sè).

Io non credo che una coppia omosessuale non possa crescere un figlio. Sarebbe stupido dire che non si ha niente in contrario alle coppie omosessuali ma precisare che queste, nella crescita di un bambino, lo devierebbero. Perchè è un po' un controsenso. Uno non pensa che l’omosessualità sia deviata, però delle persone omosessuali potrebbero crescere bambini deviati? C’e’ qualche particolare che sfugge in questo ragionamento.

Non si dirà deviati, si dirà “di parte”, nel senso che prenderanno dai genitori e cresceranno omosessuali. Allora per parità io toglierei i figli anche ai genitori eterosessuali. Non è anche quella un’influenza?  Questi sono ragionamenti allucinanti di chi in realtà continua sempre a pensare che essere omosessuali è, in fin dei conti, un’”anormalità”.

Ma sulla fecondazione eterologa mi permetto di esprimere dei pareri, senza discriminazione. L’ispirazione mi è venuta leggendo di questa legge pro-coppie-lesbo, ma la  sostanza è uguale. Mi sento contraria alla fecondazione eterologa. Penso che impiantare nel proprio utero del seme di uno sconosciuto sia rivoltante. Non importa se chi lo fa è lesbica, è single, è sposata con un uomo, o chissà cosa. Trovo che il seme di uno sconosciuto possa impiantarsi in una donna solo per disgraziata circostanza dopo un sabato sera da stupida. O da sfigata, perché magari qualcosa è andato storto e la colpa di chi è?

Per me la lotta all’aborto non rispetta l’autodeterminazione della donna. E un bambino che nasce da una madre che non lo ha voluto è meglio non esista mai. Tra l’altro siamo già pieni di questi bambini e magari ce li vediamo davanti tutti i giorni, con addosso la patina dei buoni sentimenti politicamente corretti e della famigliola perfetta.

Ma la lotta a certi aspetti della fecondazione assistita si dovrebbe proporre di rispettare non solo il bambino, ma anche tutta una serie di valori ( perché ancora qualche valore dobbiamo porlo alla nostra esistenza, altrimenti tanto vale andare con i buoi di eraclito a gioire delle piante leguminose). Valori che hanno a che fare con il nostro concepire i figli, e con il nostro concepire la maternità. Non si vogliono figli degli altri, ma si vogliono figli che hanno metà del loro dna di un perfetto sconosciuto. Allora a questo punto uno lo adotta, invece di spendere duemila euro fighettini. Oppure si vuole il brivido di avere il seme impiantato nell’utero? BRRRR. Questo è egoismo.

Non voglio essere insensibile. Ma con tutto quello che c’e’ successo, la maternità ha perso la sua valenza prettamente sociale ed è diventata faccenda privata. Quindi non voglio portare rispetto a chiunque si proclami pro-vita, perché anche nel concepimento c’è una buona dose di egoismo, come c’è nel non-concepimento, come ricordava il figlio di Isak Borg ne Il posto delle fragole.  

Allora se non troviamo più allucinante farci un figlio con lo sperma di uno studente di filosofia francese che deve pagare l’affitto(a che pensava quando è successo? Allo shivaismo tantrico in stile dionisiaco?), se lo sperma del cognato o dell’amico del cuore funzionano (anche questo in un certo senso è postcapitalistico), perché a questo punto non fare tutto in casa? E perché non risparmiarsi i soldi per le provette? Il marito o la compagna possono accomodarsi in salotto, e i due addetti ai lavori sono pregati di adempiere impassibilmente (e silenziosamente, ça va sans dire) al loro compito. Oppure è più giusto che l’altro coniuge presieda al concepimento? Ecco il grande miracolo di Madre Natura, ecce homo (la scena di riferimento è il concepimento dell’anticristo sulla scrivania di mogano ne l’avvocato del diavolo). Sembra disgustoso? E lo è, esattamente.

Così, se alla mamma sessantenne l’utero ancora funziona, vai con lo sperma di François LeroiMerlin, vai con l’utero nonnesco, chissà poi cosa dire al bambino quando comincia a capire, chissà se vorrà vedere le foto della mamma col pancione.

Se postuliamo l’idea della maternità ad ogni costo, l’idea successiva è la maternità che diventa atto scaturente da una possibilità decisionale astratta, slegata dalle necessità e soprattutto dalla fisicità. Perché questo è del tutto slegato dal fare nascere un figlio in provetta per rimediare a delle malattie di tipo riproduttivo.

Dobbiamo sempre accettare tutte le possibilità della scienza e del cosiddetto progresso di idee e morale? Ce lo abbiamo ancora un momento per fare autocritica? Oppure presto io sarò solo una snob reazionaria?

 

Postscriptum. Tuttavia, per quanto mi riguarda, la prostituta e il prostituto possono affittare i loro organi genitali. E le modelle e i modelli possono affittare le loro spoglie mortali a tutti gli interpreti di apparenze di questo mondo (fotografi, makeup artists, stilisti, stylists, eccetera). Questo perché si tratta di affitto. Lo sperma del tizio , invece, se attacca, rimane lì. Quindi tanto volatile, edonista o  estetica, come operazione, non mi sembra.  

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domenica, giugno 01, 2008 11:35

L'opera fotografica nell'epoca della sua riproducibilità digitale

Mi sono ridotta davvero male in questi ultimi tempi. Non ho un secondo. Soliti quattro esami in due settimane, ovviamente con le lezioni in mezzo, perchè non funziona come all'università che danno qualche tempo di stacco tra esami e lezioni, è un continuum spaziotemporale (?) che esaspera e riduce le persone (se vogliono come me presentare per tutti gli esami roba seria) come appunto sono ridotta ora io. Però vabeh, è meglio così, infatti non capisco la gente che si lamenta di questo. In teoria se un domani lavorerò non potrò non essere così indaffarata. Devo abituarmi al fatto che ci saranno mesi di concentrazione e mesi di nulla. Ci vuole un minimo di savoir-sopravvivere.
Stavo guardando lebook, the who's doing what of the creative industry .___. e ho notato che STEVEN KLEIN IS DOING EVERYTHING mannaia alllui XDDDD e mi sono sconsolata. E mi sa che ho fatto una cosa geniale ad andare a Milano e non a Roma, Roma come agenzie importanti proprio non esiste. Però anche Milano è piccolina in confronto al mondo.  Parigi/NY. Tra un po', molto po' di tempo, dovrò decidere. Milano non se ne parla. E' la periferia. NY però mi sta antipatica.VIVE LA FRANCE!!! Ho anche la R moscia quando parlo in francese-però dovrò studiare i verbi. CHEBALLLLL. Ma non ci voglio pensare ora. Deve rimanere un'idea vaga, perchè in linea di massima, tutte le volte che costruiamo dei piani di azione per il futuro, le circostanze finiscono per distruggerli e mostrarci prospettive del tutto polari alle nostre precedenti proiezioni mentali.
Se ricostruisco a ritroso cosa mi ha portata qui a Milano è proprio un insieme di assurdità del tutto casuali! Ci sono tante di quelle piccolezze che mi hanno fatta diventare la maniaca delle foto che sono oggi. E se ci penso sono cose talmente banali all'apparenza, che mi viene da pensare che le droghe e le ossessioni partono da cavolate, mai da droghe e da ossessioni. E quindi forse bisognerebbe stare attenti ad ogni cosa che ci succede.
Ricordo, comunque, che da quando ero piccola ho sempre pensato, in certe circostanze, questa potrebbe essere una bella foto. Cioè, vedendo le cose davanti ai miei occhi. Una scena, una cosa bella, un particolare, ho sempre pensato, dovrei fotografarlo, ma come per poterne tenere memoria nei secoli dei secoli. Infatti ogni tanto quando mia madre lasciava i rullini nella macchina e non si sapeva se erano stati esposti (la nostra macchina a un certo punto ha avuto problemi con il riavvolgimento e quindi poteva capitare di ri-esporre di nuovo un rullino) io mi mettevo a fare foto alle cose che pensavo degne di memoria. Ovviamente ho sempre esposto pellicole già esposte, anche spesso alle gite, quindi ho dato per scontato che non era cosa per me, che c'erano dietro segreti esoterici di cui non avrei mai potuto sapere nulla.
Il digitale è stata davvero la più grande rivoluzione tecnologica della mia vita. Se fossi nata per coincidenza nel 1984, mi sarei iscritta a filosofia o a lettere. A parte con le macchine usa e getta, non osavo toccare macchine a pellicola. Sempre condizionata dall'orribile esperienza delle riesposizioni. -_- Non è una scemenza, è vero. E quando ho avuto la mia prima webcam che scattava foto è stato fantastico. Non dirò niente di quando ho avuto una delle prime compatte a 5 Milioni di pixel del mercato. Non dirò niente di come mi sentivo... E' prevedibile!
Sarei rimasta a scattare sempre tramonti e foto alle feste se non mi fossi appassionata alle foto venute sbagliate, magari virate sul blu a causa della temperatura di colore sbagliate. E, ovviamente, alle foto di moda. Come questo è successo è davvero stupidissimo. Ero a casa a mare, anni fa, qualcosa come cinque anni fa, e c'era un vecchio D di la repubblica. Non avevo che fare e ho cominciato a cercare foto da copiare disegnando. Ho visto, non lo dimenticherò mai, un servizio fotografico con uno sfondo giallino e un sacco di ragazze vestite carine, come delle lolitepostanniottanta, e me ne sono innamorata. E' stato strappando quella decina di foto che ho cominciato a prendere da D i servizi fotografici e le campagne pubblicitarie di moda. All'inizio per disegnare, poi perchè erano belle e le riguardavo, e poi perchè le scansionavo e avevo l'opportunità di lavorare su belle foto, a grande risoluzione, sul photoshop.
E poi da D sono passata ad AMICA, probabilmente ho cominciato a comprarlo perchè in copertina c'era qualche titolo sul loro stile, tipo "sopravvivere aristocraticamente all'amoralità della villeggiatura di massa", mi sono piaciuti gli shooting, ho trovato anche lo speciale delle sfilate e BANG! suicidio. Da lì in poi sono andata solo peggiorando. Fino a quando ho smesso di comprare le riviste per i titoli e ho cominciato a comprarle in base al numero di pagine e alla foto di copertina. E poi l'archiviazione si è estesa a still-life, abbinamenti di vestiario, comunicazione, arte, design, interni. AHAHAHA cioè non sono in grado di capire se sono all'ultimo stadio oppure se c'è qualcosa di ancora più allucinante che devo ancora vivere.
Arrivare a Milano è tutta un'altra storia. Forse ci sono ancora dentro per capire bene come è successo esattamente.

PS: ovviamente ho fatto pace con la pellicola, preciso! Anche se solo con quella in bianco e nero, perchè per il colore ho deciso assolutamente il digitale. Anche se non escludo un domani di imparare qualche bel processo di elaborazione del colore in sviluppo. Ovviamente a fini sperimentali ,___,

Hoping for the best but expecting the worst, in fin dei conti sono ancora al primo anno per pensare a quando o se diventerò mai parte di lebook o al se o quando farò una campagna pubblicitaria per Dolce e Gabbana come Steven Klein!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Non pensiamoci più va.

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domenica, maggio 25, 2008 17:40

la bacinella del realismo

"Faccio questa domanda a te che sei un uomo che è caduto nella bacinella del realismo quand'era piccolo"

(dal processo alla tappa del Giro d'Italia di oggi)

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domenica, maggio 18, 2008 16:29

Raindrops keep falling

I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I
I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I /\ I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I
I I I I I I I I I I I I I I /__\I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I
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ma perche piove e fa il caldo tipico di una polo maniche corte benetton?




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lunedì, maggio 12, 2008 20:53

Marco Travaglio, la nuova aria e la gente a cui trema(no i polsi)

Con oggi posso tranquillamente affermare che l'aria sta cambiando.
Vorrei tanto sapere perchè in televisione non si può dire niente. Anzi no, non voglio neanche saperlo. Per me è veramente assurdo quello che è successo. E tutti, tutti, se ne sono usciti con palle assurde. Anche gente che sa di star dicendo veramente delle palle assurde, e non so come la risolverà con la sua coscienza. Questa categoria di persone è la peggiore in questa orgia mediatica di dichiarazioni Pro-Schifani.
Non si manca di rispetto ad una carica istituzionale? Io direi che non le si manca di rispetto se degna di rispetto lo è. Ma chi queste cariche le ricopre manca spesso di ogni rispetto alla carica stessa, e all'Istituzione.
Travaglio dice una cosa vera e manca di rispetto alle istituzioni? Se la prima proposizione che genera questo ragionamento fosse accettabile come vera, forse qualche senso lo avrebbe. Ma non c'è nessun assioma dal quale partire che asserisca "Le istituzioni hanno dignità". E soprattutto, se si dice una cosa vera, non c'è reato o calunnia. E' vera e punto.
Nessuno comunque ha badato alla veridicità del dato
, peraltro citato da un giornalista dell'Ansa che adesso è anche sotto scorta. Persino Fazio si è dissociato. Presidente, lei può venire quando vuole a controbattere.
Ma poi anche questa storia del controbattere. Controbattere cosa? Di nuovo, se partissimo dal presupposto che siamo sinceri e non viscidi, controbattere avrebbe assolutamente senso. Schifani controbatte con dati reali e cose razionali. Invece no.
Siamo nel paese dei "Come si permette"; "Lei non sa chi sono io", "Si vergogni", per non parlare di tutta la volgarità a fiumi e della prepotenza che interrompe continuamente l'altro e non teme di assommare troppo bordello senza concludere niente di comunicativo continuando a parlare su una persona che già sta parlando.
Marco Travaglio, puoi scrivere ciò che vuoi. Ma alla televisione, la gente comune non deve sapere. Trovi sia antidemocratico? Oh, ma chiunque potrebbe leggere il tuo libro se volesse conoscere le tue ILLAZIONI. Dunque non capisco di che ti lamenti. Più democratico di così! Ti si pubblica! Viva il postfordismo. Finchè Marco Travaglio significa soldi sul libro, che pubblichi. Tanto lo leggeranno sempre i soliti.
Complimenti pubblici per Anna Finocchiaro, che si è affrettata anche lei nell'orgia mediatica di cui sopra. Brava, grazie a te finalmente posso asserire che il PD mi fa, nella sua totalità, schifo.

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domenica, maggio 11, 2008 21:15

Anacronismi

Potrei perdere il sonno appresso a sta frase. Ma che cavolo di senso ha??????  .____:

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domenica, maggio 11, 2008 21:07

Scelta di Party



E poi mi parlano di esame di coscienza -_-

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venerdì, maggio 09, 2008 22:07

Michela!


L'incarico mi onora e soddisfa le mie aspettative.
L'incarico mi onora e soddisfa le mie aspettative.
L'incarico mi onora e soddisfa le mie aspettative.
L'incarico mi onora e soddisfa le mie aspettative.
L'incarico mi onora e soddisfa le mie aspettative.
L'incarico mi onora e soddisfa le mie aspettative.
L'incarico mi onora e soddisfa le mie aspettative?

Non so perchè ma mi viene in mente: Il mezzo del futuro. Il mezzo del futuro. Il mezzo del futuro. Il mezzo del futuro. Il mezzo del futuro. Il mezzo del futuro. Il mezzo del futuro. Il mezzo del futuro. Il mezzo del futuro. Il mezzo del futuro. Il mezzo del futuro. Il mezzo del futuro. Il mezzo del futuro. Il mezzo del futuro. Il mezzo del futuro. Il mezzo del futuro. Il mezzo del futuro. Il mezzo del futuro. Il mezzo del futuro. Il mezzo del futuro. Il mezzo del futuro. Il mezzo del futuro. Il mezzo del futuro. Il mezzo del futuro. Il mezzo del futuro. Il mezzo del futuro. Il mezzo del futuro. Il mezzo del futuro. Il mezzo del futuro. Il mezzo del futuro. Il mezzo del futuro. Il mezzo del futuro. Il mezzo del futuro.

(The Aviator con Leonardo di Caprio)

Piccola appendice: Complimenti a Giulianone per le sue fine capacità di analisi politica. Vede proprio lontano, eh! Ricordo ancora quando, molto nostradamusamente secoli fa, predisse il brilliant avvenire di Michy. Il problema più serio non è quanto non ne capisca Giuliano, ma quanto finga di farlo. Non credo che non capisca niente. Capisce e prende per i fondelli. E' questo che dovrebbe seriamente preoccupare i suoi aficionados (ammesso che si scriva così).


Però  povera Michy.
Ammetto che non mi aspettavo neanche questo da Silvio. Sta proprio trascendendo se stesso ultimamente.

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martedì, maggio 06, 2008 20:05

Fenomenologia dell'amore (feat. la Bella e la Bestia)




Qualcosa in lui si trasformò, era sgarbato e un po' volgare ora no. . . è timido, piacevole... non mi ero accorta che ora è incantevole!
Oooh non sei l'ideale non ti avrei sognato accanto a me...


Dopo dieci anni una si domanda chi ha sposato e difficilmente si ricorderà di quella bestia. O forse sì. E allora si sfinirà di sberle allo specchio. Oppure si metterà a ridere e la prenderà con filosofia. E la smetterà di mettere a tavola tutto apparecchiato con mille posate e berrà anche lei la minestra direttamente dal piatto. E' proprio vero che l'amore tutto può!

 

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giovedì, maggio 01, 2008 14:21

Mad World

Trovo che Mad World dei Tears for Fears sia, nella storia della cultura pop, una delle canzoni più annullate da una cover (Gary Jules).
Peccato, perchè era così fantasticamente anniottanta la loro versione!
La canzone di Gary Jules è così nota al pubblico della mia età o più giovane, generazioneanninovanta, che, sentendo l'originale dei Tears for Fears, avrebbe da replicare "QUESTI IDIOTI L'HANNO ROVINATA!!!". -Cosa alquanto buffa, essendo stati proprio loro gli autori della canzone.
Forse Mad World Julesiana è talmente tanto soundtrack dei ragazziniborninthe90s che esiste come prodotto pop a sè. Sì, assolutamente. Siamo davvero immersi nel presente. Se si cerca su google immagini tears for fears mad world escono in primis le immagini di Donnie Darko. Manco a dirlo, quel film (molto bello, tra l'altro) con la colonna sonora di Gary Jules. Ambientato negli anni 80. Girato nel 2001.

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