
Il mercatino delle pulci + vv.
in 2penny-anthropology, sul leviatano, luogo natio
Oggi sono stata al mercatino dello zir con mio padre. L’ultima volta c’ero stata con una mia amica, la best(che sono internescional, porca pulce), ma avevo visto solo il lato est, tipo vestiti, trucchi, cartoleria, tendaggi, giocattoli.... Stavolta sono stata anche nel lato ovest. Gia’ quando sono stata a parcheggiare la macchina mi sono resa conto di un posto assurdo, che non avevo mai visto. Filo spinato, spazzatura, case e stabili decaduti e grigi. Ma il peggio doveva ancora venire. Ovunque a terra oggetti vecchissimi, sparsi, rotti, a volte sporchi. Cartoline gia’ scritte 50 anni fa, lampadari senza lampadine, scarpe, gingilli da signora, statuette scure e vecchie, mensole e prolunghe coi chiodi di fuori, mezze rotte, cianfrusaglie che sembravano prese da un furto in casa ad un’anziana, computer di quando io neanche ero nata, qualche libro ose’, cassette, giocattoli presi ovviamente dall’immondizia, sedie sfondate. E nei volti abbruttiti e vecchi la miseria, la poverta’ estrema, il bisogno. Non sapevo questo lato di Messina. “Ma si vendono queste cose?! Chi le compra?” ho detto con un sorriso amaro a mio padre. “Vedi quanto e’ povera Messina? Ora capisci perché e’ l’ultima in Italia?” non sapevo cosa dire.
Domani andrò ad una conferenza sulla riforma Moratti alla Camera del Comune, organizzata dalla sinistra giovanile, l’unione degli universitari, l’ulivo e i DS, interverrà un certo Ranieri. Penso che sarà interessante. Non voglio più lamentarmi di Messina se non prima di avere provato a cambiarla. Voglio cominciare ad interessarmi di politica, cercare di capire come stanno le cose, sentire nuove opinioni. Tanto ormai la scuola e’ finita. E meno male, perché tanto alla fin fine non da’ proprio, assolutamente, cio’ che dovrebbe. Appiattisce la mente, molto spesso sono i professori stessi a essere la causa di alunni stupidi e di una scuola mediocre. Ho a volte avuto la fortuna di averne qualcuno che ci credeva davvero, ma alla fine gli altri no… ecco perché il mondo non va bene… perché nessuno ci crede, in quello che fa. I sogni man mano con l’età diminuiscono per poi andare a chiudersi a chiave in un cassetto in un mobile in una discarica. Perché alla fin fine si pensa a sopravvivere, non a vivere. Spero di riuscire a vivere. Sia ora, che in futuro. E di non perdere mai di vista i miei sogni e i miei ideali… e’ questo l’importante…
Il mondo va al contrario
in incontri sociali, la moralista, sangue acido
venerdi sera, esco coi miei compagni per mangiare una pizza e festeggiare il mio compagno piu antipatico e il suo (si vede) 15esimo banale compleanno. barzelletta a tavola. un miliardario fa una festa invitando altri miliardari nella sua enorme villa. alla fine si ubriacano e vomitano tutti nella piscina. il proprietario della villa si rivolge all'uomo delle pulizie, che guardacaso e' un filippino, dicendogli: se domani mattina non mi fai trovare la piscina pulitissima ti brucio la macchina e la famiglia. la mattina il miliardario vede la piscina pulita e splendente, tranne per un pezzettino insignificante. ne chiede il motivo al filippino, e gli viene detto che aveva finito il pane.
AHAHAHAHAHAHHAHAHAHAAHHAHA
HAHAHAHAAAAAAAAAAAHHAHAHA
HAHAHAHAAAAAAAAAAAAAH
AAAAAAHHHHHHHHHHHH.....
AHAHAHAH....
ah. ah-ah. ah,ah,ah.
tutti a ridere. giu a ridere. a sganasciarsi. io seria. la solita valeriuccia scoppia.
"cioe' nn vi rendete conto che questa barzelletta e' maledettamente classista e che incita brutalmente al razzismo e rifiuta la dignita' umana?"
mi guardano e scoppiano a ridere. amichevolmente e affettuosamente, l'altra rappresentante di classe mi sorride e mi dice, piena di ilarita': ma valeria l'abbiamo sentita tutti, tutti abbiamo riso, e l'unica a cui viene in mente una cosa assurda cosi' sei tu!!!!!!!!!!!!
risata affettuosa da parte di tutta la tavolata.
e' proprio vero, il mondo va al contrario. senno' non saprei darmi altra spiegazione..... ![]()
La ragazza del paese
in incontri sociali, emo tive
oggi stavo sull'autobus con una mia amica e abbiamo cominciato a parlare di una ragazza che stava li. lei abita in un paese, percio' si sa tutto di tutti, e così mi ha raccontato che sta' ragazzina(15 anni, così) era la "puttanella" del paese. le ho chiesto come mai. dice che una volta ha fatto una sega a suo cugino, ed era anche fidanzata. le ho chiesto se l'aveva vista, dice di si, che stavano vicino al cimitero in una casa abbandonata. le ho chiesto se era solo per questo, mi ha risposto che non era comunque tanto normale fare di queste cose e che non era solo la prima. dice che in prima media dietro la scuola si faceva pagare per farsi toccare le tette. e che, sempre a quell'età, l'aveva fatto. le ho fatto presente che a quell'eta' una ragazzina non ha nemmeno il ciclo. "probabilmente non sen'e' nemmeno accorta" ha detto. "era fidanzata con uno di 14 anni. le ho chiesto come faceva a saperlo. "dopo andava in giro per il paese insanguinata" e sua madre? le ho chiesto. "ha coperto tutto." e perche' per questo la giudicate cosi? le ho chiesto. "ma non e' solo questo, va con quelli di 21 anni, tutti quelli di quest'autobus se li e' fatti e poi se ha sbagliato da piccola avrebbe dovuto smettere allora."
perche' mi interessano le storie altrui? ho sentito come un peso. non sembrava cosi maliziosa. sembrava cosi carina... una ragazzina.. non credo al mito di melissa p, chiariamoci... ma per un momento ho pensato a questa ragazza, a 11 anni, camminare insanguinata per il paese. ammesso che sia cosi. e sua madre... cosa avra' detto? come si sara' sentita? non lo so... questa ragazza mi perseguita ancora ora... che e' sera...
L'educazione sentimentale
in incontri sociali, emo tive
ieri ero sulla via primo settembre ad aspettare l'autobus. e c'erano due vecchiarelli, bassini, magrolini, e mi sono messa a sentire quello che dicevano.
LUI-allura ni videmu a piazza cairoli dumani e' 9?
LEI- vabbonu, e 9 e menza.
LUI-vabbonu, 9 e menza 10 menu un quattu. ma non si nn'annassi! (non se ne vada)
LEI- Vabbonu, a spettu. (la aspetto.) finu e 10. poi minni vaiu. (me ne vado) e sorrideva.
LUI- Vabbonu, mi spittassi. (mi aspetti)
LEI- l'autru ionnu me ienneru mi dumannau aunni iera annata, e non c'hu dissi chi era cu vui. (l'altro giorno mio genero mi aveva chiesto dov'ero andata e io non le ho detto che ero con Lei) e detto questo ha fatto una risatina infantile, di chi fa le cose in segreto.
LUI- Eh! vabbonu! ni videmu dumani... arrividecci.
ho guardato la signora e poi il signore: chissa' come dovevano essere stati da giovani. effettivamente giovani lo erano ancora... l'amore li rende giovani!!!!! e' bellissimo...
solita romantica...