
Sul tram
in incontri sociali
oggi stavo sul tram con le cuffie.
alla mia sinistra due esemplari di maschio alternativo, o meglio detto "del Dante", con pantaloni larghi e calati quasi sotto il sedere, uno anche con i capelli rasta.
alla mia destra un biondo stupendo.
niente, ogni tanto mi rifacevo gli occhi girandomi a destra e a sinistra. e sorridevo, perche mi ritrovavo con la bocca aperta che se fosse passato un lapone mi sarebbe entrato. sorriso. e neanche i rispettivi interessati se ne erano accorti tanto ero discreta.
ma siccome di fronte avevo 3 donne, di varia età, la cosa e' diventata un incubo. sapete il free cell, nel computer, con la k che gira la testa dove va il mouse? ecco, c'erano le due donne verso destra che facevano cosi. due amiche si salutano a distanza.
amica 1: amica 2:
oh ciao e le donne girate a sinistra. ciao sere! e le donne girate a destra.
ecco gia per questo mi sentivo in soggezione.
ma arriva quella proprio di fronte a me che mi fissa, con un sorriso inquietante.
sorride, sorride, sorride.
a un certo punto ride in faccia e dice STAI SENTENDO RADIO 105 VEROOOOOOOOO????
e ride. e ride. e ride.E RIDE!
no, signora, capita a volte che penso per fatti miei e sorrido, penso. le faccio un sorriso imbarazzato.
AHAHAHAHAHAHA SI LO SO E' SEGUITISSIMA!!!!!!!!!!
E RIDE.
me ne sono scappata per disperata. e meno male che ero quasi arrivata.
quella e' ancora convinta di aver capito cosa ascoltavo alla cuffia.
se non altro nn fanno casino come quelle di tutti.
quindi non diventero sorda.
La domenica delle palme
in componimenti
Il sole era già sorto poco prima. Era una giornata calda e luminosa, e il paese era tutto chiaro e soleggiato.
Come al solito, pero’, in quella casetta dalle imposte rotte e quasi sempre serrate, non c’era nemmeno un piccolo segnale di luce, a parte che per quel flebile ma continuo raggio che per sbaglio penetrava dalla parte superiore dell’imposta verde scolorito, che aveva una specie di feritoia.
Mariolino era sempre stato mattiniero, sin da bambino, anche se la mamma non l’aveva mai svegliato. Non che la mamma fosse meno mattiniera, proprio lei non stava a casa con lui. Non sapeva se mamma e papà avessero litigato tanto da lasciarsi, fatto sta che suo padre era tornato dalla sua mammina vedova con un fagotto di scocciature, che era, per l’appunto, lui.
Ecco, suo padre non era felicissimo di stare da solo, ma aveva trovato un ottimo rimedio ai suoi guai. C’era un bar, credo continuando a camminare dalla casina alla chiesa. Non era proprio il tipico localino per famiglie, anzi, non lo era per nulla, diciamocelo.
Ma oltre ai bicchieri d’acqua che sapevano di limone marcio e alle pulci, questo bar forniva delle birre importate che erano una vera coltellata per lo stomaco, ma che, bicchiere dopo bicchiere, lo sollevavano dallo sgabello sgangherato in quel bar sudicio, in quel paese piccolo e meschino non meno che come i suoi abitanti, e lo portavano da un’altra parte. Non importa dove, ma si sentiva felice. Volava, correva, stava con delle belle donne, e tutto stando seduto. Però c’era anche il colpo allo stomaco: dopo un pochettino tutta la felicità che aveva accumulato gli saliva su per la gola, e non avendola buttata fuori abbastanza con le varie sghignazzate la buttava fuori sottoforma di qualcosa che stranamente odorava di vomito.
Così il rispettabilissimo genitore solitario di Mariolino passò due anni o poco più; ma un giorno gli capitò qualcosa di brutto per cui restò in mezzo alla strada con lo sguardo stralunato e la bava alla bocca, e la mattina lo trovarono violaceo e forse anche morto, perché lo seppellirono e gli fecero un lapidino al cimitero del paese.
E Mariolino, che ancora non intendeva, restò con la mammina del rispettabilissimo genitore solitario e defunto.
La signora praticamente viveva solo della pensionetta del marito, pure lui defunto, su una qualche nave durante una qualche guerra, che, probabilmente e’ una delle poche cose che lei ricordava in modo savio, era la seconda mondiale. Il maritino suo faceva qualcosa nella marina per cui aveva un vestito che lei spolverava sempre, di quanto le piaceva. Era tutto pieno di spillette colorate e lucide, e lei si appassionava a guardarle e pulirle con qualche sputazzata. Solo guardare, perché meschina, il suo paparino l’aveva ritenuta più capace nel cucinare e lavare vestiti, piuttosto che di studiare. E non ci aveva sbagliato molto, a dir la verità! E quanto aveva sofferto a imparare a scrivere quelle quattro letterine per poter firmare le carte della famiglia del caduto per farsi dare i soldi dallo Stato per campare ogni mese! Intanto Mariolino andava a scuola, ma solo perché era obbligatoria, perché quanto avrebbe voluto fare come la nonna… già alle medie aveva cominciato a ripetere qualche annetto, ma così, per un puro caso, perché il pomeriggio andava nel cortile della chiesa, a giocare a pallone e a fischiare le donzelle che uscivano dopo aver detto il rosario o fatto le pulizie. Alle superiori non e’ che ci fu molto da fare, era andato al geometra, senza sapere ancora che quella non era proprio cosa per lui. Arrivò al secondo anno a 17 anni, ma in quella scuola non fu bocciato mai. Eh! Ora non infanghiamo il povero Mariolino! Erano gli anni arretrati delle medie…
Aveva cominciato ad avere barba e peli quasi quanto il lupo mannaro del paese, e cominciò ad avere idee strane. Stava crescendo, e infatti si era accorto che non molto lontano dalla sua scuola c’era il magistrale, tutto pieno di favolose donzelle. Così altro che pallone e fesserie, cominciò a scoprire che andare a scuola non era obbligatorio e che poteva stare in giro finchè non uscivano le donzelle da scuola. Purtroppo i chichi calienti, tutti abbronzati e dalle sopracciglia potenti e riunite in un unico rettangolone non andavano di moda, e non ebbe molto successo. Ma questo lo capì solo più o meno un anno dopo, quando già aveva lasciato il geometra per dedicarsi a questa nuova e apparentemente redditizia attività. Fortunatamente durante quest’anno qualcuna l’aveva notato. Concettina, una ragazzina di secondo (in secondo e con 15 anni, non come Mariolino), tanto bellina, bassina, coi capelli lunghi e dritti come una vecchia scopa da spazzino, un nasino alla francese largo quanto tre dita e dei fantastici occhi verdi e marrone chiarissimo, o forse giallo; magra magra, l’unica cosa che stonava in lei era la voce un po’ stridula e un dente davanti rotto per metà. Aveva cominciato a fissarlo, e lui anche. E fu amore. O almeno credo. Forse fu carestia di altre opportunità. No, no, dai, smettiamola. Fu amore. Perché Mariolino era rimasto con Concettina fino a questa domenica delle palme.
Così, mentre Mariolino allungava, studiava (ops, errore di battitura), e si faceva fidanzato, la signora si incurvava e diventava una vecchiaccia nana e decrepita quanto lo era quando ci fu questa domenica delle palme.
Fosse stata solo pazza, decrepita e nana! A parte che aveva cominciato a fare la nobildonna settecentesca, che non si lava ma si incipria, ma poi le era venuta una certa malattia, per cui si lamentava sempre, e Mario (lino) per non sentirla più la portò dal dottore.
Ecco, qui viene il bello, perché il dottore le prescrisse certe gocce, e a Mariolino, comprandole, venne una brillante idea. Non si è capito perché Mariolino non sopportasse la vecchia decrepita; non si può dire che la colpa fosse tutta di lei, sarebbe ingiusto. Un insieme di rancori accumulati, forse, o il caratteraccio di lei… Perché tutti avevano i genitori e lui una nonna pazza. Perché forse era avara e non emanava un odore non proprio piacevole… a noi queste cose sono oscure; un po’ perché abbiamo conosciuto questa vecchierella buona e cara nel suo periodo peggiore, e un po’ perché non ce ne frega di capire un sempliciotto come Mariolino, per il quale quella vecchia non voleva dire altro che la sua libertà repressa nel tempo.
Fatto sta che crescendo, quella che era la “mammina” diventò la “vecchiaccia”, e a questo appellativo si aggiungevano, oltre alle solite “malanove” e maledizioni, aggettivi di ogni sorta, primo fra tutti, decrepita, e tanti altri, davvero fantasiosi, che nascevano nell’ispirazione momentanea di Mariolino.
Ecco, dicevamo, appena Mariolino vide quelle benedettissime gocce ebbe un lampo. Sapeva che la vecchia aveva sotto una mattonella della sua stanza da letto qualcosa di sospetto. –oh, antiche casseforti!- ormai era arrivato alla veneranda età di 34 anni, e aveva una fidanzata che possibilmente avrebbe voluto sposare. Ma con quella rogna appresso! E poi non faceva l’operatore ecologico. Vabbe’, si, lo spazzino. . con quali soldi avrebbe potuto cominciare a vivere dignitosamente? Perché poi c’è anche da dire che la vecchia non era solo avara, ma anche infame. Ma forse non la penserete così infame anche voi sentendo cosa aveva combinato al povero Mariolino: del resto con gli anni era diventata un po’… stanca… la sua mente aveva perso lucidità… insomma… come ho detto prima, era diventata una vecchiaccia fuori di testa, la si deve capire. S’era scritta sulla scatola di un medicinale un testamento dove diceva che tutti i suoi averi sarebbero dovuti essere impiegati per costruirle un mausoleo per la tomba.
Nemmeno uno spicciolo per Mariolino, meschino…
Così prese quelle boccette ed uscendo dalla farmacia andò da una parte a comprare il veleno per topi. Mariolino, Mariolino, cosa fai…- gli diceva una vocina. E così per giustificarsi comprò anche un aroma alla fragola, e si disse che due gocce al giorno non avrebbero ucciso nemmeno un bambino.
Arrivato a casa la vecchia ronfava come un ubriacone dopo la sbornia, così poté andare zitto zitto in cucina. Aprì furtivamente le buste delle diverse botteghe e dispose le tre boccette sul tavolo. Stappò quella del medicinale, che era alta un dito, grassoccia e bianca, e la svuotò nel lavandino ancora sporco di un intruglio che la sera prima la vecchia si era preparata per cena. Lavò accuratamente la boccetta, con l’acqua che usciva a singhiozzi per le tubature difettose: non voleva che la vecchia ingerisse anche un solo goccino di quel medicinale. Non si sa mai, no?
Cominciò a versare nella boccetta il veleno verde spento, e aprì anche l’aroma alla fragola, mettendone un po’, tanto da riempire quasi tutta la boccettina, e odorandola si trattenne dal bere lui stesso. Non sembrava proprio veleno!
Quel rumore che proveniva dalla stanza da letto lo agitava. Avrebbe voluto gridare, metterle una busta in testa, chiuderla nel frigo, buttarla dal balcone.. ma presa la boccettina e richiusala la agitò. Con quella piccola e grassoccia boccettina aveva risolto tutti i suoi problemi. Si sentiva più calmo, stringendola tra le mani un po’ sudate e un po’ bagnate, e si disse tra sé: sei un genio!
Asciugò la boccettina e, pensate, la richiuse anche nella carta della farmacia. Entrò nella camera sudicia dove la decrepita ronfava. Sulla porta ebbe un sussulto, ma poi si ricordò che era solo sua nonna, e posò il pacchettino sul comodino divorato dalle tarme. Avvicinandosi un fetore sospeso nell’aria gli riempì appieno il naso: da quanto era che non si lavava i denti, la megera?
Niente, da quel giorno fino alla nostra domenica delle palme la vecchietta prese due o tre boccette di quella roba, e prendeva anche più gocce del dovuto, dato che le piacevano; convinta che ogni volta il nipotino devoto si recasse in farmacia per lei. E intanto impallidiva ed era deboluccia. Le si infracidì anche l’ultimo dente che aveva gelosamente conservato per 91 anni.
Quella bella mattina di domenica Mariolino si era svegliato di buon umore: il sabato era uscito con la fidanzata ed insieme avevano fatto dei progetti e delle storie: si sentiva speranzoso. Non sentiva neanche russare la vecchiaccia; di solito a quell’ora dormiva. Gli venne un colpo al cuore: se non russava allora… girava per la casa con i suoi scialle sbucati! E vedendolo avrebbe farfugliato qualcosa con la sua voce che sembrava le provenisse dalle budella infracidite, e l’avrebbe fatto spaventare. Altro che, se la sarebbe fatta sotto. Perse la voglia di alzarsi dal suo fagotto di lenzuola disordinate e ingiallite, ma poi si ricordò che giorno era, e si ricordò che sarebbe dovuto andare a messa con la donzella. Così, come un cavaliere che indossa l’armatura prima della guerra, si vestì, dirigendosi in cucina. Mentre finiva di abbottonare la camicia si meravigliò ancora. La vecchia non russava, non camminava per la casa con presenza spettrale, e allora dov’era? Il salone l’aveva chiuso a chiave da quando era morto suo marito. Provò ugualmente a forzare la maniglia, ma era chiusa. Temette che la vecchia gli avrebbe gridato dietro di non toccare quella dannata porta, ma nulla. Si accorse di un tanfo insopportabile proprio vicino al bagno. E ora cosa aveva, la diarrea, la vecchiaccia? La porta era socchiusa, e piano la aprì: forse aveva bisogno di aiuto. Triplo colpo al cuore: e dov’e’?! quanto e’ grande la casa? Rimane solo la stanza da letto.
Una paura insensata lo assalì: temette che da un qualsiasi angolo della oscuro la vecchia sarebbe uscita farfugliando qualcosa. Se fosse successo le sarebbe morto davanti. Entrò piano nella stanza da letto: al primo momento si rassicurò, la vecchia era lì. Ma continuando, passetto dopo passetto, a camminare, osservandola davvero bene, vide che era strana. Strana! Aveva la bocca fetente e senza denti spalancata, gli occhi sbarrati, quasi fuori dalle orbite, che a momenti si vedevano dalla faccia scheletrica, e le braccia ad angolo retto, come due ramoscelli secchi, proprio davanti al petto. Strana? Quella era morta!
Superata l’iniziale paura nel vedere un essere così orripilante a neanche un metro da lui, Mariolino si sentì pervadere da qualcosa di incontrollabile. Una risata malefica, piena, ricca, come da anni non la faceva, uscì da lui rumorosa. Poi un’altra, e un’altra, e un’altra, fin quando arrivò a sghignazzare senza ritegno davanti al cadavere fetente. Guardò il comodino mezzo sgangherato. La vecchiaccia si era presa un bicchiere di quelli per l’acqua e l’aveva riempito per metà di liquore. Rise di gusto anche per quello, ma poi lo prese in mano, e schernendo la povera salma portò verso l’alto il bicchiere dicendo forte: alla salute! E continuando a sghignazzare, finì quel liquore in un sorso. Però c’era qualcosa di strano: come aveva fatto a bere così tanto liquore in così poco tempo, come acqua? Liquore stregato? Allontanando il liquore dalle labbra inumidite deglutì. Sentì fitte allo stomaco. Perché aveva la bocca col retrogusto dolciastro? Un sapore dolcissimo e zuccheroso si imponeva al sapore del liquore: fragola!! E cadendo in ginocchio accanto al letto della vecchia scorse, proprio a terra, la boccetta grassoccia della vecchia: era piena, ieri! Era a terra vuota… l’aveva diluita col liquore per calarsela meglio… maledetta vecchiaccia… non arrivò a dire neanche questo che cadde col resto del corpo a terra, sotto la vecchia, ai piedi del suo letto, con la bava e gli occhi sbarrati. Subito dopo la campana di mezzogiorno suonò i suoi rintocchi: la messa era finita, e si doveva preparare da mangiare per festeggiare la domenica delle palme.
(Valeria Farinella, 2004)
festa delle donne
in quotes, 2penny-anthropology
se abbiamo bisogno di una festa che ci ricordi chi siamo, che lo mostri agli altri in maniera solo superficiale e stereotipata...
siamo messe male.

andremo sempre nel bagno delle donne e nn avremo mai i pantaloni.
donna.
forse dovremmo un po uscire da certe convenzioni.
questa festa.. ma perche allora nn anche una festa dell'uomo?
al solito. sara' che nn capisco nulla.
ma queste feste,a che pro?
le donne stesse sono maschiliste.
le donne fanno le schiave degli uomini pur declamando continuamente frasi piu grandi di loro piene di rabbia, ribellione, ironia, sarcasmo, ma senza sapere cosa dicono.
“E quanto e’ terribile che le donne, per sostentarsi, siano costrette il più delle volte a mezzi vili. La finzione e’ d’obbligo quando la vita stessa dipende dal capriccio, dalla condiscendenza, dall’arbitrio di un uomo.”
(La donna che visse per un sogno, MariaRosa Cutrufelli)
Auguri a tutte.
Sperando che cambiamo davvero dentro, e non ci chiudiamo negli stereotipi di tutti. Sperando che non brinderemo ridendo come galline stasera alla nostra schiavitù.
ma cosa vogliamo noi?
in 2penny-anthropology
ma cosa vogliamo noi?
noi, i ragazzi, la MEGLIO GIOVENTU'.
cosa vogliamo dalla vita, che costantemente ci fa schifo ed odiamo?
cosa vogliamo dalle persone, che prontamente giudichiamo in base ad una nient'altro che apparente azione e in base a questo giudizio ci deludono?
cosa vogliamo dalla scuola, se non che un professore entri in classe senza spiegare e senza interrogare?
cosa vogliamo dalla scuola, se non che ci regalino sempre dei voti solo perche' "cosi,non sarebbe' giusto altrimenti"
cosa vogliamo dall'amore, che continuamente cerchiamo ma allo stesso tempo vanifichiamo?
cosa vogliamo dagli adulti, che profondamente odiamo ma dai quali infondo ci facciamo controllare?
cosa vogliamo da questo mondo, che non possiamo sopportare e al quale troviamo sempre difetti?
cosa vogliamo dalla vita? cosa vogliamo dalla scuola? dalle persone? dall'amore? dal mondo?
e perche vogliamo solo e mai diamo?
perche' amiamo l'ignoranza?
perche' amiamo il casino?
perche' amiamo la stupidita'?
perche' amiamo l'effimerita'?
chi siamo?
a volte mi vedo allo specchio.
ma guarda, io con tutto che passo la vita ad escogitare la salsina che mi renda diversa dal sapore comune sono sempre omologata.
la stessa di tutti.
pecore e nient'altro.
perche' lo siamo?
Incontri sentimentali via chat
in incontri sociali
Wow un ragazzo turco ci sta provando con me via chat : O
Alone inTheDark scrive:
hi
malanova chi mmi avi a fisica scrive:
hiiiiii
Alone inTheDark scrive:
i am bkkkkkkkkkk :::
Alone inTheDark scrive:
sorry..i dont no y but i missed u 2 much 2day..
Alone inTheDark scrive:
i dont no wot is diffirent..it was like i dont tlk 2 u for ages lol
malanova chi mmi avi a fisica scrive:
ages??
Alone inTheDark scrive:
yep
Alone inTheDark scrive:
i thinked u whole day..i dont no wot happened 2me...
malanova chi mmi avi a fisica scrive:
wot is bk?
Alone inTheDark scrive:
back
malanova chi mmi avi a fisica scrive:
oh sorry anyway
malanova chi mmi avi a fisica scrive:
wat do u thought?
Alone inTheDark scrive:
i thinked u..
Alone inTheDark scrive:
ur pics..ur personality
Alone inTheDark scrive:
i couldnt look forward to c u 2day..it was the hasdest day in my life
malanova chi mmi avi a fisica scrive:
really?
Alone inTheDark scrive:
do u think i am kiddin?
malanova chi mmi avi a fisica scrive:
wat is?
Alone inTheDark scrive:
neway
Alone inTheDark scrive:
do u have cam ?
Alone inTheDark scrive:
i wanna see u
malanova chi mmi avi a fisica scrive:
say it 2 me
malanova chi mmi avi a fisica scrive:
i'm sorry but i have all the usb occupated
malanova chi mmi avi a fisica scrive:
i cant disconnect anyting
Alone inTheDark scrive:
k
malanova chi mmi avi a fisica scrive:
i m sorry
Alone inTheDark scrive:
k
malanova chi mmi avi a fisica scrive:
but wat is kiddinnnnnnnnnnnn
Alone inTheDark scrive:
dont worry
Alone inTheDark scrive:
nm
malanova chi mmi avi a fisica scrive:
i pray uuuuuuuuuuu
Alone inTheDark scrive:
y ?
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malanova chi mmi avi a fisica scrive:
2 makes u 2 say me wat is kiddin
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Alone inTheDark scrive:
oh
Alone inTheDark scrive:
hmm
Alone inTheDark scrive:
kidding = joking
Alone inTheDark scrive:
joke
Alone inTheDark scrive:
kid
malanova chi mmi avi a fisica scrive:
ah
malanova chi mmi avi a fisica scrive:
ok
Alone inTheDark scrive:
look to dictionary
malanova chi mmi avi a fisica scrive:
now u hav 2 think i'm a few stupid after dis
malanova chi mmi avi a fisica scrive:
i bored me to do it
Alone inTheDark scrive:
u r clever
malanova chi mmi avi a fisica scrive:
wait i search wat cleaver is
malanova chi mmi avi a fisica scrive:
dont smoke u'll kick the bucket
y?
malanova chi mmi avi a fisica scrive:
it's not niceeeeeee i dont want u on my conscience
Alone inTheDark scrive:
y ?
Alone inTheDark scrive:
y dont u want me smoke
Alone inTheDark scrive:
dont u smoke ?
malanova chi mmi avi a fisica scrive:
NEVER
malanova chi mmi avi a fisica scrive:
i'm angelic
malanova chi mmi avi a fisica scrive:
n healthy toooooo :D
malanova chi mmi avi a fisica scrive:
i dont want u'll die young :D
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Alone inTheDark scrive:
sorryyyyyy
Alone inTheDark scrive:
dc
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malanova chi mmi avi a fisica scrive:
wat a nice connection
Alone inTheDark scrive:
yeaa
Alone inTheDark scrive:
sure :D
malanova chi mmi avi a fisica scrive:
however u r too nice
Alone inTheDark scrive:
lol
Alone inTheDark scrive:
liar
Alone inTheDark scrive:
ur nose will get long
malanova chi mmi avi a fisica scrive:
n u r very bad
malanova chi mmi avi a fisica scrive:
y u dont belive me
Alone inTheDark scrive:
hey i am just kidding :*
malanova chi mmi avi a fisica scrive:
better cos it's rare i like a boy
Alone inTheDark scrive:
y ?
Alone inTheDark scrive:
dont boys like u ?
malanova chi mmi avi a fisica scrive:
dont no, all the boys r all the same n i like just the one that impress me
malanova chi mmi avi a fisica scrive:
i'm not lesbian see
Alone inTheDark scrive:
lol
Alone inTheDark scrive:
=)
Alone inTheDark scrive:
i dont have a chance then