venerdì, marzo 30, 2007 15:56
EH,no, così non va.
in sul leviatano, sangue acido
No, non va. Uno non voleva vedersi nè la tassa sul macinato nè l'indulto da Prodi, nè poi tantomeno Turigliatto; e neanche Luxuria e Caruso; per non parlare di Franchi e Franceschi. Uno cioè io, poi non mi metto qui a disquisire su chi crede il contrario. Ci sono molte cose che non mi sono piaciute oltre queste, soprattutto come spirito di fondo. Ma dal basso della mia ignoranza vedo una politica estera discreta, bilanciata e soprattutto non anti-americana, checchè ci piaccia. Vedo timidissime riforme ma sempre riforme non ignorabili, piccoli passi avanti ai quali non molti avrebbero mai osato. Vedo un bilancio disastrato che comincia ad avere flebili battiti percepibili dal suo polso, che riprende un pò di pallore dopo essere stato per tanto tempo violaceo. E quindi, in fin dei conti, potrei anche apprezzare l'operato di questo governo, pur non condividendo molte ideologie e rinnegando molte brutture. Allora uno, cioè io, si domanda: d'accordo per la legge elettorale che fa proprio schifo, ma quanto dovremo sopportare ancora i radicali liberi e i comurigliatti che tirano la corda con la piazza e le ideologie e i diellinoni che lanciano il baricentro verso il centro con ogni mezzo e mezzuccio? Allora dice, vediamo che cosa c'e' un po' in giro che non sia nè centrista nè estremista, una parte riformista, OH CIELO, pietà per questi partiti democratici, non vogliamo il centro diluito, vogliamo solo il riformismo. E niente, vede FI e rabbrividisce, vede l'UDC e dice, non è una questione personale ma proprio non mi piaci, vede la Lega e maledice gli dèi per averlo fatto nascere in Sicilia. Vede AN allora, e si dice; e fingiamo per un attimo che non ci sia LaRussa, che non ci sia Gasparri, che non ci sia... Fingiamo che ci sia solo AN. E allora, AN sarebbe brutta? La mia ragazza mi ha tradito e mi ha lasciato, cerco una bona con cui fare un dispettino da stupidino. AN sarebbe bona? Si potrebbe considerare bona? Boh, io mi ricordo la Bossi-Fini, che schifo. Però anche l'impegno contro le droghe. (Abbiamo finto che non ci sia Larussa :D) E la sparata dei 3 sì sulla legge 40. E l'odiosa Santanchè. E una vaga apertura LAICA. Eh sì, teocon fino a un certo punto. C'e' un limite a tutto, e le coppie di fatto, sono un "fatto", diceva quel tale cardinale Pompedda. Fini aveva vagamente aperto su questo tema, molto tempo fa. E allora dice, se cadono perchè sono degli idioti, si potrebbe pensare a Fini, anche se non si dovrebbe, perchè AN è composta da gente assurda ed è un voto per Berluskkka. Ma poi uno vede che non votano il rifinanziamento in Afghanistan, dopo aver tuonato contro la politica estera incoerente. Vede che accusano il governo di aver trattato con i terroristi, quando per la liberazione di altre persone diverse al tempo loro sono stati sborsati soldoni, e sempre ai terroristi, quindi a questo punto non saprei dire cosa è meglio. Vede che si scagliano contro Casini perchè al Senato non gioca a "Chi vuol far cadere Romano Prodi", e poi mi parlano di responsabilità verso il paese? Vede che sbandierano la Costituzione in ogni modo, e, leggendo Claudio Rinaldi sull'espresso, scopre che, in effetti, questa Costituzione è stata sbandierata vergognosamente, in maniera ignorante o demagogica, il confine delle quali due cose è effettivamente molto labile. E poi vede che snobba i Dico strumentalmente, tirando fuori dal cappello del prestigiatore l'etica che, tra l'altro, anche come formazione politica, molti partiti della CdL non ha. Vede Fini che si tappa la bocca respirando la fogna per poter rimanere acquattato nella melma e nell'oscurità fino allo scatto felino in avanti al momento più opportuno, CRA. CRA CRA, come un ranocchio, Gianfranco. Aspetta la principessa. Domani è un altro giorno, domani andrà meglio.
Non voglio neanche arrabbiarmi nè essere delusa, è questa politica che va male e se la prende sempre con gli stessi, e non è neanche artistocratica. E' merdocratica.
commenti (3)
lunedì, marzo 05, 2007 21:47
Consolazione
in quotes, emo tive

Non pianger più. Torna il diletto figlio
a la tua casa. È stanco di mentire.
Vieni, usciamo. Tempo è di rifiorire.
Troppo sei bianca: il volto è quasi un giglio.
Vieni; usciamo. Il giardino abbandonato
serba ancóra per noi qualche sentiero.
Ti dirò come sia dolce il mistero
che vela certe cose del passato.
Ancóra qualche rosa è ne' rosai,
ancóra qualche timida erba odora.
Ne l'abbandono il caro luogo ancóra
sorriderà, se tu sorriderai.
Ti dirò come sia dolce il sorriso
di certe cose che l'oblìo afflisse.
Che proveresti tu se ti fiorisse
la terra sotto i piedi, all'improvviso?
Tanto accadrà, ben che non sia d'aprile.
Usciamo. Non coprirti il capo. È un lento
sol di settembre, e ancor non vedo argento
su 'l tuo capo, e la riga è ancor sottile.
Perché ti neghi con lo sguardo stanco?
La madre fa quel che il buon figlio vuole.
Bisogna che tu prenda un po' di sole,
un po' di sole su quel viso bianco.
Bisogna che tu sia forte; bisogna
che tu non pensi a le cattive cose...
Se noi andiamo verso quelle rose,
io parlo piano, l'anima tua sogna.
Sogna, sogna, mia cara anima! Tutto,
tutto sarà come al tempo lontano.
Io metterò ne la tua pura mano
tutto il mio cuore. Nulla è ancor distrutto.
Sogna, sogna! Io vivrò de la tua vita.
In una vita semplice e profonda
io rivivrò. La lieve ostia che monda
io la riceverò da le tue dita.
Sogna, ché il tempo di sognare è giunto.
lo parlo. Di': l'anima tua m'intende?
Vedi? Ne l'aria fluttua e s'accende
quasi il fantasma d'un april defunto.
Settembre (di': l'anima tua m'ascolta?)
ha ne l'odore suo, nel suo pallore,
non so, quasi l'odore ed il pallore
di qualche primavera dissepolta.
Sogniamo, poi ch'è tempo di sognare.
Sorridiamo. E la nostra primavera,
questa. A casa, più tardi, verso sera,
vo' riaprire il cembalo e sonare.
Quanto ha dormito, il cembalo! Mancava,
allora, qualche corda; qualche corda
ancóra manca. E l'ebano ricorda
le lunghe dita ceree de l'ava.
Mentre che fra le tende scolorate
vagherà qualche odore delicato,
(m'odi tu?) qualche cosa come un fiato
debole di viole un po' passate,
sonerò qualche vecchia aria di danza,
assai vecchia, assai nobile, anche un poco
triste; e il suon sarà velato, fioco,
quasi venisse da quell'altra stanza.
Poi per te sola io vo' comporre un canto
che ti raccolga come in una cuna,
sopra un antico metro, ma con una
grazia che sia vaga e negletta alquanto.
Tutto sarà come al tempo lontano.
L'anima sarà semplice com'era;
e a te verrà, quando vorrai, leggera
come vien l'acqua al cavo de la mano.
(Gabriele D'Annunzio, Poema Paradisiaco)
commenti (3)