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Break this silence. Augh!

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Lo confesso. Ho copiato l'html dal mio sito. Era un po' troppo che effettivamente non ne scrivevo. Ho copiato da me stessa nel passato. Back to Future. Tristissimo!
Immagine trovata sul web, parole dalla sigla di Ranma 1/2. I soliti due font Greg's hand e Greg's other hand scaricati su dafont.com.

Valeria Farinella is registered trademark.(!!!)

 

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mare d'inverno

domenica, giugno 01, 2008 11:35

L'opera fotografica nell'epoca della sua riproducibilità digitale
in quotes, self, 2penny-anthropology, fanciullezza-flescbk

Mi sono ridotta davvero male in questi ultimi tempi. Non ho un secondo. Soliti quattro esami in due settimane, ovviamente con le lezioni in mezzo, perchè non funziona come all'università che danno qualche tempo di stacco tra esami e lezioni, è un continuum spaziotemporale (?) che esaspera e riduce le persone (se vogliono come me presentare per tutti gli esami roba seria) come appunto sono ridotta ora io. Però vabeh, è meglio così, infatti non capisco la gente che si lamenta di questo. In teoria se un domani lavorerò non potrò non essere così indaffarata. Devo abituarmi al fatto che ci saranno mesi di concentrazione e mesi di nulla. Ci vuole un minimo di savoir-sopravvivere.
Stavo guardando lebook, the who's doing what of the creative industry .___. e ho notato che STEVEN KLEIN IS DOING EVERYTHING mannaia alllui XDDDD e mi sono sconsolata. E mi sa che ho fatto una cosa geniale ad andare a Milano e non a Roma, Roma come agenzie importanti proprio non esiste. Però anche Milano è piccolina in confronto al mondo.  Parigi/NY. Tra un po', molto po' di tempo, dovrò decidere. Milano non se ne parla. E' la periferia. NY però mi sta antipatica.VIVE LA FRANCE!!! Ho anche la R moscia quando parlo in francese-però dovrò studiare i verbi. CHEBALLLLL. Ma non ci voglio pensare ora. Deve rimanere un'idea vaga, perchè in linea di massima, tutte le volte che costruiamo dei piani di azione per il futuro, le circostanze finiscono per distruggerli e mostrarci prospettive del tutto polari alle nostre precedenti proiezioni mentali.
Se ricostruisco a ritroso cosa mi ha portata qui a Milano è proprio un insieme di assurdità del tutto casuali! Ci sono tante di quelle piccolezze che mi hanno fatta diventare la maniaca delle foto che sono oggi. E se ci penso sono cose talmente banali all'apparenza, che mi viene da pensare che le droghe e le ossessioni partono da cavolate, mai da droghe e da ossessioni. E quindi forse bisognerebbe stare attenti ad ogni cosa che ci succede.
Ricordo, comunque, che da quando ero piccola ho sempre pensato, in certe circostanze, questa potrebbe essere una bella foto. Cioè, vedendo le cose davanti ai miei occhi. Una scena, una cosa bella, un particolare, ho sempre pensato, dovrei fotografarlo, ma come per poterne tenere memoria nei secoli dei secoli. Infatti ogni tanto quando mia madre lasciava i rullini nella macchina e non si sapeva se erano stati esposti (la nostra macchina a un certo punto ha avuto problemi con il riavvolgimento e quindi poteva capitare di ri-esporre di nuovo un rullino) io mi mettevo a fare foto alle cose che pensavo degne di memoria. Ovviamente ho sempre esposto pellicole già esposte, anche spesso alle gite, quindi ho dato per scontato che non era cosa per me, che c'erano dietro segreti esoterici di cui non avrei mai potuto sapere nulla.
Il digitale è stata davvero la più grande rivoluzione tecnologica della mia vita. Se fossi nata per coincidenza nel 1984, mi sarei iscritta a filosofia o a lettere. A parte con le macchine usa e getta, non osavo toccare macchine a pellicola. Sempre condizionata dall'orribile esperienza delle riesposizioni. -_- Non è una scemenza, è vero. E quando ho avuto la mia prima webcam che scattava foto è stato fantastico. Non dirò niente di quando ho avuto una delle prime compatte a 5 Milioni di pixel del mercato. Non dirò niente di come mi sentivo... E' prevedibile!
Sarei rimasta a scattare sempre tramonti e foto alle feste se non mi fossi appassionata alle foto venute sbagliate, magari virate sul blu a causa della temperatura di colore sbagliate. E, ovviamente, alle foto di moda. Come questo è successo è davvero stupidissimo. Ero a casa a mare, anni fa, qualcosa come cinque anni fa, e c'era un vecchio D di la repubblica. Non avevo che fare e ho cominciato a cercare foto da copiare disegnando. Ho visto, non lo dimenticherò mai, un servizio fotografico con uno sfondo giallino e un sacco di ragazze vestite carine, come delle lolitepostanniottanta, e me ne sono innamorata. E' stato strappando quella decina di foto che ho cominciato a prendere da D i servizi fotografici e le campagne pubblicitarie di moda. All'inizio per disegnare, poi perchè erano belle e le riguardavo, e poi perchè le scansionavo e avevo l'opportunità di lavorare su belle foto, a grande risoluzione, sul photoshop.
E poi da D sono passata ad AMICA, probabilmente ho cominciato a comprarlo perchè in copertina c'era qualche titolo sul loro stile, tipo "sopravvivere aristocraticamente all'amoralità della villeggiatura di massa", mi sono piaciuti gli shooting, ho trovato anche lo speciale delle sfilate e BANG! suicidio. Da lì in poi sono andata solo peggiorando. Fino a quando ho smesso di comprare le riviste per i titoli e ho cominciato a comprarle in base al numero di pagine e alla foto di copertina. E poi l'archiviazione si è estesa a still-life, abbinamenti di vestiario, comunicazione, arte, design, interni. AHAHAHA cioè non sono in grado di capire se sono all'ultimo stadio oppure se c'è qualcosa di ancora più allucinante che devo ancora vivere.
Arrivare a Milano è tutta un'altra storia. Forse ci sono ancora dentro per capire bene come è successo esattamente.

PS: ovviamente ho fatto pace con la pellicola, preciso! Anche se solo con quella in bianco e nero, perchè per il colore ho deciso assolutamente il digitale. Anche se non escludo un domani di imparare qualche bel processo di elaborazione del colore in sviluppo. Ovviamente a fini sperimentali ,___,

Hoping for the best but expecting the worst, in fin dei conti sono ancora al primo anno per pensare a quando o se diventerò mai parte di lebook o al se o quando farò una campagna pubblicitaria per Dolce e Gabbana come Steven Klein!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Non pensiamoci più va.

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