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Break this silence. Augh!

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*loading* click su questa pagina da ottobre 2003!! (???!!)


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Questa pagina.

Lo confesso. Ho copiato l'html dal mio sito. Era un po' troppo che effettivamente non ne scrivevo. Ho copiato da me stessa nel passato. Back to Future. Tristissimo!
Immagine trovata sul web, parole dalla sigla di Ranma 1/2. I soliti due font Greg's hand e Greg's other hand scaricati su dafont.com.

Valeria Farinella is registered trademark.(!!!)

 

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lunedì, dicembre 29, 2008 00:55

Grandeur di Giovanni Allevi
in tormentoni, 2penny-anthropology, la moralista, grandianalisiculturali

"Il successo di Allevi? Mi offende"__La Stampa

A me Giovanni Allevi non sembra questo grande genio. Certe volte mi sembra pure di risentire le musiche di The Sims 1 modalità COSTRUISCI. MonDieu. Ho tre suoi cd, perché non mi piace giudicare senza sapere di cosa parlo. Però più li sento e li risento e più mi sembrano normalissimi.

Queste composizioni di Allevi mi sembrano spesso delle cose preconfezionate, bonton, perbene-non ci trovo delle emozioni. Quando ne trovo qualcuna, è la stessa  emozione che può darmi Britney Spears con Lucky, canzone che mi ricorda i miei 13 anni. Non so, non so, più lo sento e più mi innervosisco, perché sento solo un mare di note bonton che mi si assommano l'una sull'altra ordinatamente, e rimpiango di star utilizzando il mio tempo a sentire lui e non Rachmaninov.

E poi mi dà sempre più fastidio l'aria che si dà, perchè secondo me bisogna essere sì consci della propria grandezza ma anche dei propri limiti. Altrimenti i limiti prevarranno sempre sulla grandezza. Sant'Agostino diceva "L'orgoglio simula l'eccellenza", in appendice amo aggiungere "L'umiltà potrebbe simularla". Non mi piace già in partenza una persona che si arroga il diritto di dire "Dopo di me la musica classica non sarà più la stessa",  non posso accettarlo. Io convivo ogni giorno con queste strane faccende del talento, del demone, della genialità, della grandeur de l'art.

In passato facevo questo grande errore, di considerarmi infallibile e incredibile. Invece tutto si coltiva e niente si dà mai per scontato. Io avrò anche vent'anni  e lui quaranta. Ma c'è gente che a novant'anni  ancora non è arrivata. E invece lui, quest'essere grandioso, a quarant'anni ha già rivoluzionato la musica classica e il nostro squallido mondo con il suo genio. Conviene che si suicidi pubblicamente come Mishima Yukio, con il seppuku. Oppure conviene che si faccia un bagno d'umiltà. Ma come lo capisco, non potrà mai. Grandeur chiama grandeur. Il vicolo spesso è cieco,  stando così le cose. C'è gente che si sente grandiosa ed incredibile senza aver venduto milioni di nulla, figuriamoci uno come lui che alle spalle ha così tanta gente. Può capitare, fa parte del gioco.

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mercoledì, dicembre 24, 2008 00:02

Romeo, Biagio e il fascino degli enfants terribles
in 2penny-anthropology, grandianalisiculturali


Oggi riguardavo a spezzoni "Lilli e il vagabondo", ed improvvisamente mi sono resa conto del fatto che il percorso simbolico è identico a quello degli Aristogatti.
Lei la classica uptown girl, bellissima, d'una eleganza e d'una finezza squisite, si scandalizza per i modi del solito enfant terrible bohemien che la stuzzica, ma nello stesso momento è attratta da lui magneticamente.
 

Alla fine in un modo o nell'altro si affida a lui per risolvere alcune difficoltà che l'hanno allontanata dal suo ambiente altolocato, decide di lasciarsi andare alla passione e vive un'avventura all'insegna dell'originalità, del romanticismo e dell'ironia.

Dopo mille peripezie riesce a fare ritorno al suo ambiente altolocato e riesce anche a farsi sposare dall'enfant terrible, che era dedito al più anarchico libertinaggio, imborghesendolo. Il quadro si completa con i figli, che sono numerosi, belli e soprattutto raffinati e ben educati. Il gene ribelle del padre si è adesso legalizzato negli eredi: birichini ma non troppo, enfants terribles ma con garbo, con arguzia chic.
 
OH CIELO. Che tristezza, posso dirlo? Ma sì che posso, sono sul mio blog diamine.

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venerdì, dicembre 19, 2008 10:52

La mala educación
in follia, incontri sociali, 2penny-anthropology, la moralista

Io lo so che i bambini sono sempre carini e io li amo alla follia da quattro anni a questa parte, ma perchè tutte le volte che prendo l'eurostar per tornare alla mia Terronia oppure per andare alla loro Padania mi capitano due bambini striduli e ossessivi?

Mi ricordo ancora di quando beccai quella famigliola con madre francese e marito italiano: i due adorabili figlioli hanno continuato a dire, fino all'arrivo, con tono ovviamente via via sempre più stridulo, "Au revoir Charlie Brown, e non tornare!!!"  ("Come si dice mamma? Ah mamma? Mamma? O revua?")

Oggi è il turno di due piccoli -forse- cuginetti, che cantano mielosamente, con coreografia annessa "OOOOOOHH, magico Natale, e l'angelo che scende da lassù". E le due mamme che fanno? Battono le mani o suggeriscono le parole. Bravi, bravissimi! Sono pronti per lo Zecchino d'Oro, mie care signore. Proud.

Una volta sull'Intercity per Milano (bei tempi) una bellissima bimba ricciolina e bionda continuava a formulare domande in modo ossessivo. "Siamo a Torino? Siamo a Torino? Aaa mamma? E' Torino? Scendiamo? Dove sono i nonni? E' Torino?" La madre, bella 35enne bionda in ottima forma e ingioiellata, leggeva Chi con non-chalance e di tanto in tanto usciva oggetti dalla sua Louis Vuitton per darli alla figlia. Ovviamente rispondeva alle sue domande dopo che erano state formulate almeno trenta volte di cui le ultime dieci senza più pause e punteggiature, urlando.
Ad un certo punto la bambina ha cominciato a parlare con il suo peluche ripetendo ogni frase minimo quindici volte, a cantilena. Ogni tanto si appoggiava al tavolo o si metteva in bocca qualcosa e la mamma le tirava una leggera sberla. Mi sentivo a disagio, perchè la bambina mi fissava e stava lì con l'aria spavalda come per dire "guarda che altro ho in mente per farmi sgridare, non sono troppo cool?" e stavo sempre con il fiato sospeso sperando che non le arrivasse un'altra sberla.
Così le ho dato discorso e le ho mostrato alcune scemenze che avevo in borsa e lei era molto interessata a questa nuova situazione, e ha smesso di fare monellerie. A quel punto l'indaffarata madre ha  interrotto l'improrogabile lettura di Chi per cominciare a farmi domande. Per gentilezza ho risposto, ma mi è dispiaciuto molto trattare quella bambina come una bambina e dare la precedenza all'adulta nella discussione. Mi sono sentita  giù. Ovviamente la madre non ha più toccato il giornale fino a quando sono scesa.



I bambini saranno tosti, pestiferi e prepotenti, ma sono sempre lo specchio di come li trattiamo noi grandi. I loro valori sono i nostri. Traspongono sistemi di valori,  solo che lo fanno in piccolo e con tutto il surrealismo che è tipico della loro esistenza. 

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venerdì, dicembre 12, 2008 22:09

Libera nos a malo.
in incontri sociali, sangue acido

"Vengono qui ma fanno i padroni! [.....] Quando beccano i ladri e li ammazzano io gli darei la medaglia d'oro!"

(Una vecchietta sull'autobus a Brescia)



(a proposito delle unioni civili tra gay)
"Secondo me ci devono essere dei punti fermi per questione di morale, sennò posso pure uscire nuda... Non è una questione di religione!"

(Una vecchietta al bar a Milano)

No, scherzo, la verità è che quest'ultima era una trentenne in pausa pranzo.

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lunedì, dicembre 08, 2008 17:39

Lo spirito del Natale
in follia, tormentoni, self

Questi giorni non sono molto natalizi per me. Se non fosse che Orson di ritorno da lavoro cammina per casa cantando con entusiasmo "A Natale puoooooooooiii (eccetera,eccetera,eccetera), non mi accorgerei che siamo quasi a Natale.

A NATALE PUOI. BRRRRRR.

Di solito di questi tempi ho comprato tutti i regali. L'anno scorso avevo di questi tempi dedicato almeno quattro giorni alle vasche Corso Buenos Aires-Lima-Loreto-Corso Vittorio Emanuele-Fiera del Libro-Feltrinelli-Hoepli-Via Torino-IKEA-Coin-Toysplanet e annessi megastore o anche negozietti di idiozie con l'articolo più caro che costa dieci euro, specialmente se gestiti da cinesi.

E invece dannazione, sto solo andando in giro a fare shooting a mani nude con i geloni. La novità di questo Natale sono i geloni, evvivaevviva. Oppure vado per negozi e non compro nulla.  La novità di questo Natale è che la postepay non vuole prendere freddo, uditeudite.

Ho trovato una giocheria vicino al Palazzo di Giustizia a Milano, che ha le Sylvanian Families : O . Però mi secca, perchè se io fossi mia nipote non vorrei solo tre pupazzetti e una stanza, vorrei tutta la casa e anche arredata. Ma la zia ha un budget e quindi deve limitarsi ai tre pupazzetti e alla stanza, che DIGIAMOLO, non costano mica poco, però meritano sì tutti i soldi che costano. Un po' come una borsa HEART tattoo di Gucci,  inzzzzomma, con la differenza che io invece di quella non posso avere neanche una cerniera, quindi l'insegnamento è meglio accontentarsi alle volte .____.'

sylvanian families.

Avevo anche pensato di farla radical-chic e minimal-conceptual. Volevo comprare un blocchetto di carta Campo Marzio e regalare a tutti un foglietto con scritto in penna a spirito BASTA. Ma sarebbe stato troppo complesso reggere la parte senza ridere! E soprattutto quali prospettive per il Natale del 2009? Alla fine fare shopping è così divertente.

Solo che non so, quest'anno non mi dà tante soddisfazioni comprare i regali di Natale. Non trovo cose particolarmente entusiasmanti per cui spendere i soldi. Avrei dovuto comprare su internet, avevo segnato tanti di quei siti con oggetti di design o scemate concettuali. Un mese e mezzo fa. Non l'ho fatto e ora l'unica cosa interessante che attendo con fervore di acquistare è quella dannatissima  sylvanian family più i mobili per mia nipote.

Forse dovrei comprarmi un orologio TOO2late. O forse la mia fase compro dunque sono sta per esaurirsi. Ma non credo. Mi dà fastidio non essere entusiasta di comprare. E' che mi frequento con un comunista.

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martedì, dicembre 02, 2008 14:35

La fascia pro-tetta
in quotes, la moralista

Se il governo ha intenzione di mettere la tassa sulla pornografia a essere tassati dovrebbero essere tutti quei programmi allietati da una o più vallette con un filo nel sedere e le tette coperte da due brandelli di straccetti pessimi.
Per citare mio padre, quelli della fascia pro-tetta.

In fin dei conti  se le vedono i nostri figli,poi magari si auto-iniziano all'auto-erotismo e comincia il circolo vizioso della malsanità morale sul quale la Chiesa Cattolica ci mette costantementepastoralmenteamabilmente in guardia.

Ma io le censurerei per anti-esteticità.  Sono anti-estetiche. Solo sconvolgentemente tettone  e trasparenti.  Nell'era di internet, i nostri figli, consultando You-Porn, possono auto-iniziarsi diversamente. E' anche più istruttivo.

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martedì, dicembre 02, 2008 14:20

IT IS DIFFICULT
in quotes, self, la moralista

Non ho capito bene le ultime manovre del governo, o meglio, non nel dettaglio. E per una ragione molto semplice. Mi è già passata la fase "leggo il quotidiano mentre aspetto il treno e mentre sono sulla metro strapiena la mattina".
 
Uno perchè il quotidiano, pur cambiandolo, dopo due o tre giorni che lo compro, spesso mi sembra sommario, deludente, retorico, poco attendibile, politicizzato, blablabla.

Due perchè mi hanno regalato, tra le altre cose, un lettore MP3 da 2 GB e finalmente posso sentire la musica classica con le cuffie senza doverle tenere premute costantemente alle orecchie e si sente anche benissimo.

Tre perchè ho scoperto che Scienza e Religione di Russel è agevole da tenere in mano, molto leggero.

Quattro perchè non mi viene cuore di cercare le notizie al pc.

Dunque dicevo, mi è passata questa fase, sono di nuovo scettica nei confronti dell'informazione. Ma anche se non lo fossi, mi interesso quasi sempre a politica interna, cultura, economia e cronaca. Esteri mai. Sono una occidentale consumista e non ho quasi mai interesse riguardo le cose serie e importanti.
Per cui cos'è che mi occultano i media? Che il Presidente del Consiglio si sta prendendo tutto quanto in Italia? Che si sta smantellando lo stato sociale? Che l'opposizione fa la parte del mashmellow? Mah. C'è molto di più e io colleziono shooting di moda e mi diletto con libri di filosofia, con il cinema e la musica. Dov'è il problema? C'è di peggio. Ma c'è anche di meglio.

IT IS DIFFICULT.

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