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Break this silence. Augh!

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Questa pagina.

Lo confesso. Ho copiato l'html dal mio sito. Era un po' troppo che effettivamente non ne scrivevo. Ho copiato da me stessa nel passato. Back to Future. Tristissimo!
Immagine trovata sul web, parole dalla sigla di Ranma 1/2. I soliti due font Greg's hand e Greg's other hand scaricati su dafont.com.

Valeria Farinella is registered trademark.(!!!)

 

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giovedì, giugno 25, 2009 23:43

Sono sempre più scandalosamente inscandalizzabile
in sul leviatano, la moralista, grandianalisiculturali

Sono sempre più scandalosamente inscandalizzabile.
E' COLPA DEL POSTMODERNO! mica mia.
Ormai il postmoderno è sempre la causa, l'effetto, la conseguenza e le patatine fritte! Sono notevolmente acuta.
Sono talmente tanto destrutturata e cartesianamenteesageratamentemetodicamente dubbiosa di tutto (un calderone di porcherie) che non so neanche quantificare la necessità di reattività alle notizie di questi ultimi giorni, riguardo il nostro Presidente.

Mi sembra che “se sta a parlà de tutto e de gnente”, per dirla con don Pizarro.  Io leggo ancora La Repubblica ma talvolta ha degli eccessi notevoli, si sconfina troppo nel gossip insistente e martellante, nel ricamo metafisico, nella tipica retorica femminista, moralista, politically correct, vagamente cattolica, di centrosinistraoldstyle eblabla. Oh nzomma, io mica sono una lettrice del Foglio, né una giovane azzurra, però certe cose alla lunga stancano, e mi rendono anche disaffezionata a una serie di scrittori e giornalisti che invece tendenzialmente apprezzo.

Pubblico, privato, e va bene, è SILVIO, tutto è concesso, con lui si gioca sporco e vabenetuttoma non lo so, un po’ mi sono saturata. La gente, sì ha il diritto di sapere, ma non bisogna esagerare (e in tutto questo, comunque, la gente al momento non ne sa quasi niente. Quindi questa campagna di discredito dov’è condotta? All’estero e tra persone che già non lo votavano. Non è che sia cambiato qualcosa)

 Io non so se sia giusto che uno venga fotografato con un teleobiettivo nell’interno di casa sua, comunque. Fin quando sono in aeroporto d’accordo. Ma dentro casa no, è troppo. C’erano le donnine nude, va bene, ma quindi? All’epoca si parlò di Saccà e la cosa finì nel nulla. Quell’argomento aveva tanta rilevanza penale. Invece oggi si vedono questi party a Villa Certosa,  si vedono un sacco di persone che partecipano, e si divertono e soldi, cibo, dj, figa. Ma non è che ci sia la prova della cocaina. Non è che ci sia la prova che siano tutte figone candidate o piazzate nelle TV. Non è che ci siano evidenze schiaccianti di orge folli. Ma questo non vuol dire che io giustifichi il Premier o creda che sia immacolato, magari fa dei party megalibertini o cosa. Ma non ci sono prove di questo. Io so a limite che c’è un giro di favori e di ragazze, e via dicendo, lì attorno. Ma lo so per delle intercettazioni precedenti.  Non per questa mania da gossip che sta imperversando.  

E ad ogni modo io non trovo estremamente nuovo e scandaloso in questa vicenda. Mi sembra sempre la vecchia storia. Dimettere? Ma dimettere per cosa? Si sarebbe dovuto dimettere quando un tizio è stato ritenuto colpevole di essere stato corrotto da lui, sentenza alla mano. Ma penso che il lodo Alfano tendesse vagamente ad evitarlo, questo fatto. Se non si è dimesso allora, si dimette ora perché si è scoperto che si faceva le tipe a Palazzo Grazioli? Mi sembra banale anche da concepire, come cosa.

E tra l’altro, Berlusconi è andato con una escort pagandola di sue tasche, ma con una tipa che era stata portata dal tizio per fare bella figura. Su questo Ghedini c’ha ragione, volgare o non volgare che fosse. E comunque nel caso di una escort si parla sì di merce, altrimenti non si capisce perché ci sia di mezzo un rapporto economico. Ma LIBERA NOS A MALO, le femministe hanno tuonato.

E in ogni caso, anche se l’avesse pagata. Qual è il problema dell’andare con una escort? Lo fanno un sacco di persone con i soldi, è solo una prostituta dei ricchi. E qual è il problema dell’andare con una prostituta? Ok, una alta carica dello Stato non dovrebbe perché in linea di principio la prostituzione è un reato. Ma è un reato perché siamo un paese di ipocriti. Quindi automaticamente per me nel paese che vorrei il problema non si porrebbe. Il problema arriva quando uno promette le candidature, cosa che comunque è successa. Ma molta gente si scandalizza per l’escort. O per la ragazza immagine che va alle feste perché pagata. Esistono queste cose, ma perché dobbiamo sempre e solo disapprovare, esistono e hanno il loro perché di esistere.

Ecco, odio che questa vicenda sia stata l’occasione per fare i soliti discorsi triti e ritriti. Io ho letto alcuni editoriali inglesi e americani, e il problema esiste, non sto dicendo che sia una bolla di sapone montata ad hoc dal gruppo L’Espresso (che poi che complotto possono fare ste persone, se la maggioranza dei media in Italia non appartiene a loro e anzi gli è avversa? Mah). Però non vedo nulla di nuovo all’orizzonte e soprattutto niente di particolarmente screditante in eccesso dal solito. E non solo Silvio non si dimetterà, com’è logico che sia, ma la legione rimarrà a fargli il quadrato esattamente come sempre. ITALIA, FORZA.

In tutto questo, revoco a Franceschini il mio amore. Chi nasce DC non può che amare follemente le poltrone. Ma non credo che al PD ci siano poltrone. Solo sedie di design minimalista, molto colte e notevoli e anche molto scomode per starci seduti. E non si è accorto nessuno che tra un poco rimangono solo quelle, nel loft dalle pareti bianche così minimal che non c’è dentro più nulla. Allora ha ragione Berlusconi, lui lo fa per noi italiani. Se si dimette lui in che mani ci lascia?

 

ITALIA, FORZA.

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domenica, maggio 10, 2009 11:02

Novità in edicola
in follia, la moralista, grandianalisiculturali

Non c'è più bisogno di fare tre anni di IED!

Allegria, gente!

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venerdì, maggio 08, 2009 12:58

Era sempre presente
in sul leviatano, la moralista, grandianalisiculturali

"Il padre di Noemi era sempre presente".
"E cosa faceva quando facevano il karaoke?"

["Premeva play"]


Ghedini potrebbe averla come frase su Facebook: Ma va lààààà!
Da milanese incancrenito proprio.
Ad ogni modo è proprio un avvocato-archetipo.

Hanno perso tutti.
Tempo, principalmente.
Io almeno nel mentre recensivo i Depeche Mode.
Dove siamo arrivati.

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domenica, aprile 26, 2009 17:31

I Am PD
in follia, la moralista



Oh che bello meno male che so usare photoshop, queste sono piccole soddisfazioni della vita!

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domenica, aprile 19, 2009 22:11

Finiana
in 2penny-anthropology, la moralista, sangue acido, grandianalisiculturali

Su motivo del caro Fini, anche io commento dopo 3  giorni i fatti di cronaca.
Ho visto oggi Il processo a Vauro di Sabrina Guzzanti, e il mio commento per la sala stampa è "Elle est l'empire à la fin de la decadence".

A parte gli scherzi, ma si sente divertente? Siamo messi bene in Italia, culturalmente parlando, se Beppe Grillo e Sabrina Guzzanti sono i comici più amati dalla gioventù. Non so, un comico è un comico, giusto? Non lo si apprezza per come la pensa o per quello che fa socialmente, in primis lo si apprezza perchè FA RIDERE fino a piangere. Se fa satira, mica deve dirci come le cose stanno esattamente, deve solo parlare in modo divertente su come stanno le cose, perchè com'è che le cose stanno dovremmo già saperlo da noi, leggendo, informandoci, appronfondendo. Invece la tendenza è ormai quella di aspettare come gli uccellini nel nido il verme mangiucchiato dalla mamma uccello. E questa tendenza vende benissimo gente come Grillo, ad esempio.

Ad ogni modo, tornando a Sabrina Guzzanti, è sempre più caricaturale. Ma di se stessa. E' caricaturale e priva di slanci creativi, di idee, non c'è sperimentazione nel suo lavoro. Sarei tentata a compatirla, ma non lo faccio. Lei in TV ci va, è nel mainstream, è comunque apprezzata, e gente come lei chi la toglie dal posto ormai? E' come se fosse CATEGORIA PROTETTA. "Mandano via la Guzzanti". EPURAZIONE! (Con questo non giustifico quello che è successo a Vauro, sono cose diverse! Mica si può mandare a casa una persona perchè fa satira. Si dovrebbe poterla però mandare a casa se non fa ridere.) Ma ok, voglio prendere atto di tutti i suoi fan e quindi basta. Cosa di cui pochi hanno tenuto conto quando hanno mandato via Luttazzi, tra l'altro. "Non fa ridere punto. E' volgare e basta punto." Lei ha puntato tutto sul vittimismo (inizialmente giustificato), sul sentimentalismo, sull'ingiustizia, si è reinserita nel mainstream per il DIRITTO ALLA SATIRA, per il SOCIALE, ed ora eccola lì col sedere incollato. E chi la scolla più, chi!!!!!
Ogni epoca ha il suo mainstream che si merita, credo.

Quanto sono integralista. LO SO.

Ps: ho visto Bollito misto con mostarda, spettacolo di Luttazzi del 2005. Era gasato per la vittoria alle amministrative. Ma al di là di questo, più va avanti con gli anni e più si inacidisce! E' cosa buona e giusta.

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venerdì, febbraio 27, 2009 23:18

Ma cos'è questa crisi?
in la moralista, grandianalisiculturali

Il Festival di Sanremo in pompa magna in piena crisi non è una cosa vergognosa e disdicevole. Il suo background è la pubblicità. Crisicrisicrisi, calo della produzione, inflazione alle stelle, licenziamenti, non ci sono soldi, ma siamo sempre inondati dalla pubblicità. Ci sono cose che non decadono. "Riunciate all'opinione della parte del leone e chissà che la crisi finirà". Non sappiamo essere che questo ormai. Questa società, questo modo di essere, ce l'abbiamo nel sangue. Nell'anima. Ce l'hanno impiantato nel DNA. Ormai non possiamo più farne a meno. Lo sceriffo di Nottingham vuole anche l'ultima monetina del piccolo coniglietto nel giorno del suo compleanno. Al coniglietto viene un po' da piangere, ma poi gliela dà.

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giovedì, febbraio 12, 2009 22:20

Coraggio!
in emo tive, la moralista

Al mondo manca proprio un nuovo artista.
Un altro grande fotografo.

Avanti IED, alla riscossa.

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mercoledì, gennaio 28, 2009 22:52

Povero Di Pietro
in self, 2penny-anthropology, sul leviatano, la moralista, grandianalisiculturali

Per me Di Pietro è proprio ingenuo.
I titoloni e le grandi inchieste de Il Giornale non potranno mai screditarlo così tanto come si riesce puntualmente a screditare da solo.
I Media non vogliono mica un agitatore come Di Pietro all'opposizione. Parla di getto e certe volte in italiano pessimo, ha mille difetti e non è particolarmente formale nè colto, ma certe cose le dice, cose che spesso quasi nessuno dice. I Media vogliono un pacioccone, mollacchio Veltroni all'opposizione. Se ci fosse di meglio in giro non sarei così contenta di preferire Di Pietro al pacioccone di mamma sua... Ma ci si deve adeguare alle circostanze.

Comunque non era proprio il momento di dire una cosa simile. Io sono d'accordo con lui. E basta con questo rispetto a dei fantocci. Rispetto, rispetto, rispetto, ma per favore, sono quattro vecchiacci rincoglioniti che si mangiano quanto è rimasto di questo bellissimo paese. Quindi forse rincoglioniti mica tanto. Ma vecchiacci sì, col rispetto dovuto a tutte le persone che hanno la loro veneranda età e la vivono per quello che è. Loro sono dei vecchiacci che non si scollano dalle poltrone, dovunque, comunque. E non parlo solo di politica.
Sono d'accordo con lui, quindi. Il rispetto, e quante volte l'avrò ripetuto, uno deve meritarselo. Non mi piacciono i Baciamo le mani, Rispetti a Vossia. Ma non era proprio il momento di dire una cosa simile. Non si sta cercando altro che il pretesto per dargli addosso e fargli perdere credibilità.

Ma ovviamente lui non ha fatto lo IED e non sa che le cose si possono dire in molti modi, e ogni media, ogni linguaggio, ogni parola, ha il suo peso.
Tuttavia, noi che invece lo IED lo stiamo facendo non sappiamo CHE COSA dire, in genere. In linea di massima non diciamo niente a parte "ESISTO! I'M DIFFERENT!". E' per questo che poi andiamo al workshop di Oliviero Toscani ad Aosta.

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lunedì, dicembre 29, 2008 00:55

Grandeur di Giovanni Allevi
in tormentoni, 2penny-anthropology, la moralista, grandianalisiculturali

"Il successo di Allevi? Mi offende"__La Stampa

A me Giovanni Allevi non sembra questo grande genio. Certe volte mi sembra pure di risentire le musiche di The Sims 1 modalità COSTRUISCI. MonDieu. Ho tre suoi cd, perché non mi piace giudicare senza sapere di cosa parlo. Però più li sento e li risento e più mi sembrano normalissimi.

Queste composizioni di Allevi mi sembrano spesso delle cose preconfezionate, bonton, perbene-non ci trovo delle emozioni. Quando ne trovo qualcuna, è la stessa  emozione che può darmi Britney Spears con Lucky, canzone che mi ricorda i miei 13 anni. Non so, non so, più lo sento e più mi innervosisco, perché sento solo un mare di note bonton che mi si assommano l'una sull'altra ordinatamente, e rimpiango di star utilizzando il mio tempo a sentire lui e non Rachmaninov.

E poi mi dà sempre più fastidio l'aria che si dà, perchè secondo me bisogna essere sì consci della propria grandezza ma anche dei propri limiti. Altrimenti i limiti prevarranno sempre sulla grandezza. Sant'Agostino diceva "L'orgoglio simula l'eccellenza", in appendice amo aggiungere "L'umiltà potrebbe simularla". Non mi piace già in partenza una persona che si arroga il diritto di dire "Dopo di me la musica classica non sarà più la stessa",  non posso accettarlo. Io convivo ogni giorno con queste strane faccende del talento, del demone, della genialità, della grandeur de l'art.

In passato facevo questo grande errore, di considerarmi infallibile e incredibile. Invece tutto si coltiva e niente si dà mai per scontato. Io avrò anche vent'anni  e lui quaranta. Ma c'è gente che a novant'anni  ancora non è arrivata. E invece lui, quest'essere grandioso, a quarant'anni ha già rivoluzionato la musica classica e il nostro squallido mondo con il suo genio. Conviene che si suicidi pubblicamente come Mishima Yukio, con il seppuku. Oppure conviene che si faccia un bagno d'umiltà. Ma come lo capisco, non potrà mai. Grandeur chiama grandeur. Il vicolo spesso è cieco,  stando così le cose. C'è gente che si sente grandiosa ed incredibile senza aver venduto milioni di nulla, figuriamoci uno come lui che alle spalle ha così tanta gente. Può capitare, fa parte del gioco.

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venerdì, dicembre 19, 2008 10:52

La mala educación
in follia, incontri sociali, 2penny-anthropology, la moralista

Io lo so che i bambini sono sempre carini e io li amo alla follia da quattro anni a questa parte, ma perchè tutte le volte che prendo l'eurostar per tornare alla mia Terronia oppure per andare alla loro Padania mi capitano due bambini striduli e ossessivi?

Mi ricordo ancora di quando beccai quella famigliola con madre francese e marito italiano: i due adorabili figlioli hanno continuato a dire, fino all'arrivo, con tono ovviamente via via sempre più stridulo, "Au revoir Charlie Brown, e non tornare!!!"  ("Come si dice mamma? Ah mamma? Mamma? O revua?")

Oggi è il turno di due piccoli -forse- cuginetti, che cantano mielosamente, con coreografia annessa "OOOOOOHH, magico Natale, e l'angelo che scende da lassù". E le due mamme che fanno? Battono le mani o suggeriscono le parole. Bravi, bravissimi! Sono pronti per lo Zecchino d'Oro, mie care signore. Proud.

Una volta sull'Intercity per Milano (bei tempi) una bellissima bimba ricciolina e bionda continuava a formulare domande in modo ossessivo. "Siamo a Torino? Siamo a Torino? Aaa mamma? E' Torino? Scendiamo? Dove sono i nonni? E' Torino?" La madre, bella 35enne bionda in ottima forma e ingioiellata, leggeva Chi con non-chalance e di tanto in tanto usciva oggetti dalla sua Louis Vuitton per darli alla figlia. Ovviamente rispondeva alle sue domande dopo che erano state formulate almeno trenta volte di cui le ultime dieci senza più pause e punteggiature, urlando.
Ad un certo punto la bambina ha cominciato a parlare con il suo peluche ripetendo ogni frase minimo quindici volte, a cantilena. Ogni tanto si appoggiava al tavolo o si metteva in bocca qualcosa e la mamma le tirava una leggera sberla. Mi sentivo a disagio, perchè la bambina mi fissava e stava lì con l'aria spavalda come per dire "guarda che altro ho in mente per farmi sgridare, non sono troppo cool?" e stavo sempre con il fiato sospeso sperando che non le arrivasse un'altra sberla.
Così le ho dato discorso e le ho mostrato alcune scemenze che avevo in borsa e lei era molto interessata a questa nuova situazione, e ha smesso di fare monellerie. A quel punto l'indaffarata madre ha  interrotto l'improrogabile lettura di Chi per cominciare a farmi domande. Per gentilezza ho risposto, ma mi è dispiaciuto molto trattare quella bambina come una bambina e dare la precedenza all'adulta nella discussione. Mi sono sentita  giù. Ovviamente la madre non ha più toccato il giornale fino a quando sono scesa.



I bambini saranno tosti, pestiferi e prepotenti, ma sono sempre lo specchio di come li trattiamo noi grandi. I loro valori sono i nostri. Traspongono sistemi di valori,  solo che lo fanno in piccolo e con tutto il surrealismo che è tipico della loro esistenza. 

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