giovedì, giugno 18, 2009 02:42
La gola dell'eterno fetore
in quotes, sul leviatano, sangue acido, grandianalisiculturali
alle volte l'insonnia ha i suoi (???!!) vantaggi. si vedono cose che di solito non si vedono. non so, le foto a exp 3 minuti fissando le ombre della finestra, un uomo incappucciato col volto nero che si confonde nella tenda, oppure il tg 5 notte. e magari si incappa anche nella rassegna stampa dei giornali "appena stampati e profumati d'inchiostro", pazzesco! all'una e trenta di notte chiudono e stampano? non ne avevo idea. non che me lo fossi mai chiesto. e allora il tipo lì ti passa in rassegna tutti i titoli, esordisce con "il nuovo filone polemico" del corriere della sera (polemico, polemico, il corriere della sera, polemico il corriere della sera, ma ti pare, ahahaha, sì, diceva seriamente invece). e a seguire tutte le repliche. repubblica mi sa che chiude alle due di notte. non so. forse anche l'unità. anche liberazione. il manifesto ha fatto in tempo ma solo dopo l'unione sarda, la gazzetta dello sport e innumerevoli altri giornaletti di cui non ricordo assolutamente il titolo. e comunque dicevano solo il titolo scritto più grande, che tra l'altro in realtà non è che fosse esplicativo di nulla (fanno sempre troppo i radicalchic. esagerano. boh. ma chi lo legge mai. costa troppo per essere stampato su carta.) e nzzzomma, giulianone dispensa consigli al CAVVvvvvv al solito suo, grazie giulià (per dirla come don pizarro), e poi alla fin delle finite, tra secolodecimosestounico, mattino, seratino, libero, mianonnaèmobile, e via discorrendo, il tizio estrapolava sempre le virgolette SOLO SPAZZATURA, che poi erano sempre la citazione del nostro silvio che replicava alla sinistra complottista (SINISTRA? sì, in teoria se c'hai due mani è quella che non è la destra. ok. sì, lo so che è generica come indicazione. ma almeno non abbiamo difficoltà a livello semantico). tutto questo a me ha provocato una sensazione bizzarra, perchè avevo precedentemente passato una buona mezz'ora in compagnia di brunosullUNO e poi avevo scorto tre tg con la stessa notizia riguardo bagheria e "l'hinterland palermitano" (hinterland non mi sa neanche di sicilia, peraltro), con la spazzatura per la strada e il "pericolo per la popolazione" con le strade popolate da "mosche, topi, zanzare" e dunque non so, non sono più neanche riuscita a contestualizzare la parola nel cicaleccio solito della politica, sentivo proprio il fetore, come se mi trovassi nella gola dell'eterno fetore di Labyrinth. mi sono proprio nauseata, c'era puzza nella mia stanza (e avevo pulito stamattina! e non ho mica un pony in casa io.). e allora poi quando ho visto il gabbibbo (si scrive così? come se fosse rilevante.) che faceva la finta elettrostimolazione a una figona abbronzata e all'apparenza (ma ripeto ALL'APPARENZA, NON STIAMO QUI A NUTRIRCI DI PRECONCETTI E PREGIUDIZI, SICURAMENTE ERA LAUREATA E ACUTA.) totalmente lesa, ho spento la tv e acceso il pc (non aperto un libro, non imbracciato la macchina fotografica, non cucinato budino, eh, acceso il pc). non che abbia risolto il problema dell'insonnia ma almeno del fetore sì.
oddio che comunque l'insonnia è un problema mio, e forse talvolta di qualcun altro se comincio a innervosirmi e rispondere male, sì potrei essere un po' antisociale ma di solito sono innocua e soprattutto dissociata, quindi mica antisociale alla fin fine. il fetore è un po' il problema di tutti, ma fino a quando a tutti sta bene io posso pure spruzzare un po' di deodorante in casa mia. ma non so, che altro posso fare? prendere la faccia delle persone tra le mani e dirgli BASTAAAAA!strappargli libero da sotto il braccio? prendere a calci in culo random? solo spruzzare il deodorante in casa mia, in definitiva.
Immagini della Gola
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lunedì, giugno 08, 2009 22:15
Elezioni
in emo tive, sul leviatano, sangue acido
Ovviamente scompaio e ovviamente mi faccio risentire solo per scrivere di politica. Ahaha. Almeno questo non è postmoderno.
Ho davvero avuto milioni di cose. Da pensare, fare, dire, scrivere e fotografare ._.
L'unica cosa che ritengo doveroso sottolineare, riguardo queste elezioni, è la vocazione prettamente nichilista della sinistra estrema.
MioDIO. E poi era il PD autolesionista.
Che spettacolo deprimente. Ma era necessaria l'ulteriore scissione?
Divide et Impera.
Idioti. E presuntuosi pure.
Ps: pubblicamente annuncio il mio amore incondizionato per Dario Franceschini. Ebbene sì. Quell'uomo è riuscito a stupirmi. 
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domenica, aprile 19, 2009 22:11
Finiana
in 2penny-anthropology, la moralista, sangue acido, grandianalisiculturali
Su motivo del caro Fini, anche io commento dopo 3 giorni i fatti di cronaca.
Ho visto oggi Il processo a Vauro di Sabrina Guzzanti, e il mio commento per la sala stampa è "Elle est l'empire à la fin de la decadence".
A parte gli scherzi, ma si sente divertente? Siamo messi bene in Italia, culturalmente parlando, se Beppe Grillo e Sabrina Guzzanti sono i comici più amati dalla gioventù. Non so, un comico è un comico, giusto? Non lo si apprezza per come la pensa o per quello che fa socialmente, in primis lo si apprezza perchè FA RIDERE fino a piangere. Se fa satira, mica deve dirci come le cose stanno esattamente, deve solo parlare in modo divertente su come stanno le cose, perchè com'è che le cose stanno dovremmo già saperlo da noi, leggendo, informandoci, appronfondendo. Invece la tendenza è ormai quella di aspettare come gli uccellini nel nido il verme mangiucchiato dalla mamma uccello. E questa tendenza vende benissimo gente come Grillo, ad esempio.
Ad ogni modo, tornando a Sabrina Guzzanti, è sempre più caricaturale. Ma di se stessa. E' caricaturale e priva di slanci creativi, di idee, non c'è sperimentazione nel suo lavoro. Sarei tentata a compatirla, ma non lo faccio. Lei in TV ci va, è nel mainstream, è comunque apprezzata, e gente come lei chi la toglie dal posto ormai? E' come se fosse CATEGORIA PROTETTA. "Mandano via la Guzzanti". EPURAZIONE! (Con questo non giustifico quello che è successo a Vauro, sono cose diverse! Mica si può mandare a casa una persona perchè fa satira. Si dovrebbe poterla però mandare a casa se non fa ridere.) Ma ok, voglio prendere atto di tutti i suoi fan e quindi basta. Cosa di cui pochi hanno tenuto conto quando hanno mandato via Luttazzi, tra l'altro. "Non fa ridere punto. E' volgare e basta punto." Lei ha puntato tutto sul vittimismo (inizialmente giustificato), sul sentimentalismo, sull'ingiustizia, si è reinserita nel mainstream per il DIRITTO ALLA SATIRA, per il SOCIALE, ed ora eccola lì col sedere incollato. E chi la scolla più, chi!!!!!
Ogni epoca ha il suo mainstream che si merita, credo.
Quanto sono integralista. LO SO.
Ps: ho visto Bollito misto con mostarda, spettacolo di Luttazzi del 2005. Era gasato per la vittoria alle amministrative. Ma al di là di questo, più va avanti con gli anni e più si inacidisce! E' cosa buona e giusta. 
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venerdì, aprile 17, 2009 00:59
Il preferito del PiDdi
in 2penny-anthropology, sul leviatano, sangue acido
Certo che Gianfranco Fini è simpatico nel suo fare opposizione al governo di cui fa parte! Tutte le cose gli vengono in mente quando è troppo tardi. Ci ha un po' rotto, con il suo istituzionalismo da grande politico responsabile ed equilibrato a presa per il culo. Ma io lo capisco... è talmente tanto corretto che il suo sedere si è incollato alla poltrona e per il bene comune si mantiene istituzionale, allineato e coperto. I nostri politici lavorano per il bene comune! Meno male. Possiamo dormire sonni tranquilli. Mi sembra come quei ragazzi che disprezzano i genitori e al contempo la città dove abitano, però sono sempre lì con la panza piena e chi ce la farebbe a spostarli mai. Non so, i tuoi genitori sono degli idioti che ti limitano e la città fa schifo, beh alza il sedere e lavora, guadagna i tuoi soldi e non li pensare neanche più no? Trasferisciti! La tua ragazza non è all'altezza di quantoseifigoseibelloeseifotomodello? E allora liberatene! L'università è a un livello ridicolo per te? Cambiala! E invece no. Uno la panza la vuole comunque sempre piena. Ah, enfant terrible! Che disperazione, che delusione dover campar sempre in disdetta, sempre in bolletta
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martedì, aprile 07, 2009 00:59
La commedia (o la solita solfa)
in sul leviatano, sangue acido, grandianalisiculturali
Ma davvero qualcuno crede ancora a Berlusconi?
Se dice che vorrebbe adottare misure forti ed altre idiozie così, qualcuno ci crede? A quanto pare Repubblica sì. E Franceschini è convinto della solita palla "Berlusconi pazzia perchè ormai è un perdente". La verità è che quest'uomo fa sempre e solo la commedia. Tiene su il pathos. E, come diceva Luttazzi nel suo Decameron, racconta una storia. La solita solfa. Ma la racconta così bene che ormai è quasi credibile. E' ovvio che non adotterà nessuna misura contro nessuno. E' ovvio che non gliene frega niente di quello che scrivono quattro giornali in croce o quello che dice raitre. Lui ha tutti i media che gli servono. Il mainstream è suo. Che gliene frega se c'è gente che legge Repubblica o che legge Beppe Grillo e si incazza? Non è mica la stessa persona che segue Canale 5. Casomai quella persona da elettrice del PD diventa astensionista. Finisce tutto lì. Santoro fa sempre polemiche ma è lì seduto con il suo stipendione. E chi lo schioda. Perchè? Perchè sì, perchè inacidisce gli animi e sguazza anche lui nella solita solfa. Se si toglie Marco Travaglio da quella trasmissione, è proprio cucita su misura sul suo padrone di casa. Ma non mi venite a dire le solite cretinate perchè adesso davvero non ne posso più- quasi come di leggere le lastime che scrive Giorgio Bocca su L'Espresso e Il Venerdì di Repubblica. Quando lo leggo ho sempre l'eco del coro apocalittico nelle orecchie: Sors salutis et virtutis mihi nunc contraria, est affectus et defectus semper in angariaaaaaaaaaa. Marunn, EBBBASTA, mi sembra un testimone di Geova.
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sabato, febbraio 14, 2009 22:49
BLACK CASE
in 2penny-anthropology, sangue acido
Bel telefilm COLD CASE. Naturalmente io lo seguo spesso perchè non esco come fan tutti il sabato sera (non è snobismo, è così punto).
Questa sera un famoso dottore si era indebitato per il poker e ha chiesto al suo amico balordo di farlo fuori per permettere alla moglie e al figlio di incassare la polizza vita. Si intrecciava di sbieco una mini-storia di un pedofilo che tutti i giorni andava ad un parco giochi a fissare i bambini. Io non ho visto la puntata completa, inizio a seguirlo quando inizio a mangiare. Però sostanzialmente pare che questo pedofilo non avesse mai davvero violentato nessun bambino. Stava progettando di farlo, non lo so. Un agente della polizia che poi è un personaggio della serie, informato forse da una collega, era andato a cercarlo e gli aveva detto con fare molto seccato di non farsi più vedere in quel posto. Dopo qualche giorno si è ritrovato con la collega di prima che gli ha raccontato che il tizio era ritornato lì a fissare i bambini. Nulla, la cosa sembrava essere caduta lì.
Alla fine della puntata c'è la classica conclusione di sola musica con le immagini leggermente a rallentatore dell'arresto, della rivelazione del colpevole a familiari ed amici, delle persone implicate nella vicenda, ed eventualmente della signorina Cold Case, l'algida biondina anoressica poliziotta, che rivede l'ucciso da qualche parte che sorride e poi se ne va per sempre in pace nel regno dei morti. Questa volta inserito tra queste belle immagini ricolme di pathos e pace umana c'era anche il poliziotto di cui sopra che, preso in disparte il pedofilo del parco giochi, lo ammazza di cazzotti (con sangue annesso). IL NOSTRO MOTTO E' LIBERTA' E DOVERE, VENDICHEREMO NOI CAMICIE NERE GLI EROI CADUTI LIBERANDO TE!
Prima serata eh. E poi censurano Luttazzi. Sì, è vero, non mi stancherò mai di pensare a Luttazzi. Forse mi sono innamorata di lui.
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venerdì, dicembre 12, 2008 22:09
Libera nos a malo.
in incontri sociali, sangue acido
"Vengono qui ma fanno i padroni! [.....] Quando beccano i ladri e li ammazzano io gli darei la medaglia d'oro!"
(Una vecchietta sull'autobus a Brescia)
(a proposito delle unioni civili tra gay) "Secondo me ci devono essere dei punti fermi per questione di morale, sennò posso pure uscire nuda... Non è una questione di religione!"
(Una vecchietta al bar a Milano)
No, scherzo, la verità è che quest'ultima era una trentenne in pausa pranzo.
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mercoledì, novembre 19, 2008 22:54
THIS is so contemporary
in la moralista, sangue acido, grandianalisiculturali
ANSA Cultura: La mostra, che mescolera' l'Ottocento e l'Avanguardia, si terra' fino al 14 dicembre.
Leiweb, Corriere della Sera: Fidatevi, Tino Sehgal vi stupirà
Teknemedia: Le opere di Tino Sehgal vivono di riferimenti continui con la storia e con il passato e sono allo stesso tempo un’occasione unica per vivere l’arte come un’esperienza sociale in cui spettatori e attori partecipano a uno scambio continuo di sguardi e di ruoli. ........ L’opera di Tino Sehgal è anche una riflessione sul valore e sullo spazio dell’arte. Il suo lavoro infatti esiste come una forma di tradizione orale, una leggenda, un racconto che deve essere tramandato e che non può essere trascritto né illustrato: Sehgal ha scelto di sottrarre le sue opere a ogni tipo di documentazione e di riproduzione concentrandosi - come in un ossessivo esercizio di autodisciplina - sull’eccezionalità dell’esperienza diretta e fisica dell’arte.
Cito qui parzialmente cosa ho potuto leggere online su Tino Sehgal e la sua mostra a Villa Belgioioso in Milano. Lo cito testualmente perchè io sono un'ebete, un'ignorante., e mi trovo incapacitata a formulare io stessa dei pensieri a riguardo. Ero andata lì per capire di cosa si trattava, ho scoperto Villa Belgioioso e ho guardato il mare di arte che era già lì, in installazione perpetua, vecchia come il cucco, senza alcun forte shock morale o psicofisico.
Alla fine ho guardato quella, di mostra, perchè stare a sentire uno che indietreggiando mi dice ooooooccuuuuupaaaaaziooooneeee o vedere tre che ballano cantando this is so contemporary mi sembrava così tanto assurdo, ma così tanto assurdo, che mi sono sentita anche io vecchia come il cucco ad emozionarmi davanti a un dipinto.
Io sarò un'ebete e un'ignorante, ma che mi debbano spiegare da cima a fondo una cosa perchè io non ero arrivata minimamente a pensarla, perchè mi era talmente tanto risultata estranea e vuota, non lo accetto.
Non so, se lo scopo dell'artista era farmi re-agire c'è riuscito. Perchè mi sono vergognata da matti a relazionarmi con le sue opere. Posso vedere senza battere ciglio foto erotiche di ogni tipo, anche violente. Ma le persone in carne ed ossa che fanno per me cose assurde non le tollero. Mi fanno diventare rossa. Ma ho re-agito, non ho inter-agito. A parte con l'ultima opera THIS IS CRITIQUE. Forse, pensandoci, quella è stata l'unica opera che mi è sembrata assolutamente incredibile e forse a tratti anche geniale. Ma credo che fosse tutto merito di quella ragazza, enigmaticamente bella, enigmaticamente ironica, tremendamente intelligente. Mi rifiuto di credere che fosse anche lei costruita su misura dall'artista.
Sì, SONO VETUSTA. Sì, SONO IGNORANTE. Ma se è questo che ci meritiamo ormai, CIOè CHE UNA MOSTRA CI STUPISCA, E CHE L'OTTOCENTO E L'AVANGUARDIA (ma quale avanguardia poi??????) SI MESCOLINO, lasciatemi almeno Villa Belgioioso col suo Museo dell'Ottocento, e lasciatemi nel passato, che sto benissimo.
Il dubbio sulla ragazza mi rimane, non riesco ad esprimermi con certezza. Forse questo dubbio racchiude tutta quanta la mostra che non ho capito e che mi è sembrata vuota e vacua. Forse questo dubbio è segno del fatto che qualcosa questo artista mi ha dato, in un certo senso. Non credo che dimenticherò mai quella ragazza.
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martedì, novembre 04, 2008 00:11
Oliviero Toscani
in sangue acido

E LA DA' ANCHE? MMMMMMM.................
Ma io non capisco
perchè la gente ancora riempia il ........ di quel tonto di Oliviero Toscani
perchè Concita de Gregorio riempia il..............di quel tonto di Oliviero Toscani
E pensare che volevo fare questo post da due settimane e l'ho dimenticato. Poi siccome non avevo più sul cellulare la foto della pubblicità in stazione centrale l'ho cercata e ho scoperto che l'autore era il mio fotografo pubblicitario preferito. -_____________-
OLIVIEROTOSCANI rappresenta uno di quegli individui nel quale non vorrei mai incappare, non solo fotograficamente, ma soprattutto umanamente, nella mia spero lunga esistenza.
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lunedì, ottobre 20, 2008 23:49
Fotoamatori
in self, la moralista, sangue acido
Proprio ieri navigavo nella homepage di splinder e leggevo random dei post a partire dalla categoria. Ho fatto ciò che non avrei mai dovuto fare: ho cliccato sulla categoria FOTOGRAFIA.
Foto a tema: ASTRAZIONI, astratto, astrarre
L'autrice del post presenta alcuni closeup della natura, presumo da lei realizzati, e scrive soltanto, prima di lasciare parlare le immagini: "cercando di raccontare un'idea attarverso la fotografia ASTRAZIONI, ASTRATTO, ASTRARRE..."
Così non mi sono potuta trattenere dal commentare questo post, anche se di solito c'è una soglia che considero di inutile-comunicativo oltre la quale preferisco non scendere quasi mai, una ragione è positiva (il quieto vivere), l'altra negativa (l'inutilità della comunicazione con delle categorie di persone). Non so perchè questa volta sono scesa sotto questa soglia.
19 Ottobre 2008 - 18:45
secondo me questo e' quanto di piu immanente esista.
e poi una fotografia mica si banalizza così, scusami tanto.
Lei addirittura duplica il commento di risposta del suo blog in PVT, e mi scrive:
19 Ottobre 2008 - 18:54
@@VALERIUCCIOLA
se tu volessi essere così gentile da darmi una spiegazione al tuo commento. perchè nella mia ssoluta ignoranza nel nesso tra immante e banale , non ci ho capito una mazza!!
te ne sarei veramente grata!
mercì se vorrai rispondere
chicca
20 Ottobre 2008 - 22:36
Innanzitutto non mi sembra nulla di astratto, mi sembra quanto di più immanente e materico si possa pensare fotograficamente parlando.
immanente agg. 1 (filos.) Di ciò che fa parte della sostanza di una cosa e che non sussiste fuori di essa; CONTR. Trascendente. 2 Che è inerente a qlco.: proprietà –i. ETIMOLOGIA: dal lat. immanens, immanentis, part. pres. di immanere ‘restare (manere) dentro (in-)’.
E se pensi di stare facendo astrazione realizzando dei semplicissimi closeup della natura, secondo me stai banalizzando tutto un linguaggio che è quello fotografico. Ma che te lo dico a fare, in fin dei conti? Non ti farò cambiare idea, nè capire qualcosa in più del linguaggio fotografico, e in più ai tuoi occhi apparirò saccente, acida, scortese e presuntuosa. Quindi non ha neanche senso parlarne più.
Cordialmente
D
Da: chiccama
Oggetto: Re: sono chicca di briciole notturne
Data: 21 Ottobre, 2008 - 00:36
sicuramente la tua cultura è sconfinata, ma mi sembra che tu non conosca il significato di astrazione:
"""
La parola deriva dal latino abstrahere (scostare).
Il termine astrazione indica il procedimento mentale attraverso il quale si sostituisce un insieme di oggetti con un concetto, più generale, che descrive gli oggetti in base a proprietà a loro comuni.
Il procedimento indicato è in particolare attribuito alla creazione di un segno astratto. In questo caso, per "astrazione" si suole intendere un processo mentale mediante il quale si allontana, si estrae, una parte da un tutto visivamente percepito. La percezione visiva dell'angolo tra il ramo e il tronco di una pianta, può diventare la rappresentazione grafica dell'angolo.""
forse nel tuo parlar di pseudo filosofia ti sei persa qualche pezzo...
e una cosa non so se tu sia fotografa o arista o artista fotografa...ma il forografare è la mia vita...
e la tua risposta mi è sembrata molto banale...
non ti ho chiesto il significato dei termini, fin lì ancora ci arrivo , ma il nesso tra immanente e banale...
era così complicato...?
ti prego però di riprenderti questa frase:
***Non ti farò ............ capire qualcosa in più del linguaggio fotografico,***
quando avrai fotografao quanto e come me lo potrai dire ...prima no...
il resto è musica
ar
A: chiccama
Oggetto: Re: sono chicca di briciole notturne
Data: 21 Ottobre, 2008 - 21:48
La mia cultura non è sconfinata, è solo di stampo filosofico. Ti prego, conosco il significato di astrazione. E ti ripeto che dei banali closeups non sono astrazione di nulla, perchè non c'è alcun concetto, c'è solo una realtà materica ripresa da vicino, scontornata, che non vuol dire proprio astratta. E soprattutto non implica alcun concetto. E' solo della natura presa da vicino. Quale concetto implicherebbe? Implica il concetto dell'astrazione? Cioè dell'implicare un concetto? Sento il rumore di qualcuno che scivola palesemente dagli specchi. Mi sembra un cane che si morde la coda, concettualmente parlando.
Comunque non parlo di pseudofilosofia, parlo di concetti filosofici reali. Ti piace legare il prefisso di pseudo perchè non capisci una parola di quello che dico e fino a l'altro giorno disconoscevi il significato della parola immanente. E' un modo che già conosco per dissimulare le proprie ignoranze.
Io non mi ritengo una fotografa artista o una fotografa (ma che categorie umane o di pensiero sarebbero, scusa?). Semplicemente studio Fotografia allo IED di Milano, sto affrontando un percorso non solo stilistico e artistico ma anche di ricerca del linguaggio, delle modalità e delle implicazioni concettuali della Fotografia. Il fotografare potrà essere la tua vita, come lo sarà per tante altre persone, ma questo non ti concede automaticamente il tesserino della grande artista concettuale fotografica. Rimarrà sempre il fatto che non hai aggiunto nulla di nuovo alla Fotografia nè alla Storia della Fotografia, e trovo sinceramente la tua ricerca alquanto stereotipata e banalizzante.
Il nesso tra immanente e banale non sto qui a ripeterlo per la terza volta, devo dedurne che, o per ignoranza terminologica, o per rigonfiamento spropositato del tuo amor proprio, non lo capirai mai, e quindi non vedo perchè sprecare ulteriormente il mio tempo.
Inoltre non mi riprendo nessuna frase, perchè tu non sei nessuno per dirmi "quando avrai fotografato quanto e come me lo potrai dire ...prima no..." primariamente perchè non hai mai visto nessuna foto scattata da me e poi perchè, visto come vola bassa la tua ricerca, qualora esprimessi un giudizio sulla mia, non mi interesserebbe conoscerlo in nessuna forma.
Concludo dicendo due cose. Uno. tu dici "quando avrai fotografato quanto me", questo la dice infinitamente lunga sul tuo linguaggio fotografico. Quanto? E' una questione di quante foto? Io penso che si possa pensare una foto per giorni, mesi, anni, e realizzarla compiutamente in un unico scatto. Non è necessario l'accumulo. Due. Non pensare che scattare foto ben esposte e nitide (magari con una reflex e un'ottica della madonna) e aggiungerci una parola sia una ricerca fotografica. Si chiama esercizio tecnicista. Quello che fai e i commenti che ricevi non fanno di te un'artista in fotografia, ma una che nel suo giardino ha l'ego spropositamente e giornalmente nutrito. Prova a uscire dal giardino dei fotoamatori e scoprirai chi sei fotograficamente: Nessuno.
Ecco io mi impantano in queste discussioni sterili e poi ci faccio pure la figura della st. Quale altro termine posso utilizzare senza essere volgare?
Cristo, perchè non lo imparerò, vivi e lascia vivere. Ma com'è difficile da mettere in pratica.
UPLOAD: mi ha risposto! E se prima erano discussioni sterili ora cosa sono. Sono proprio diventata Dorian Gray a pieno titolo in quest'ultima risposta. Capisco di non essere capita e di essere parafrasata come arrogante, presuntuosa, supponente. Non posso farci niente. Non posso sempre stare zitta politicamente corretta. Ogni tanto devo dirlo. Perchè a lei? Perchè non posso essere esplicita con certi colleghi per il quieto vivere e perchè sostanzialmente tutti mi stanno simpatici, al di là della personalità fotografica. Chi sono io per dire queste cose? Chi sono io per giudicare dalla cattedra del Tribunale dell'Inquisizione? Nessuno, una persona ipercritica con sè e con il resto del mondo. Ipercritica e iperfiduciosa, nei confronti di entrambe le sopraccitate parti. Se fossi solo ipercritica e arrogante non sarei positiva, incline al riso e abbastanza simpatica alle persone. Mi odierebbero tutti. Ma così non è, dunque lascio al blog il compito di tramandare anche le impressioni peggiori che si possono avere di Dorian Gray.
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e poi una fotografia mica si banalizza così, scusami tanto.
Lei addirittura duplica il commento di risposta del suo blog in PVT, e mi scrive:
se tu volessi essere così gentile da darmi una spiegazione al tuo commento. perchè nella mia ssoluta ignoranza nel nesso tra immante e banale , non ci ho capito una mazza!!
te ne sarei veramente grata!
mercì se vorrai rispondere
chicca
immanente agg. 1 (filos.) Di ciò che fa parte della sostanza di una cosa e che non sussiste fuori di essa; CONTR. Trascendente. 2 Che è inerente a qlco.: proprietà –i. ETIMOLOGIA: dal lat. immanens, immanentis, part. pres. di immanere ‘restare (manere) dentro (in-)’.
E se pensi di stare facendo astrazione realizzando dei semplicissimi closeup della natura, secondo me stai banalizzando tutto un linguaggio che è quello fotografico. Ma che te lo dico a fare, in fin dei conti? Non ti farò cambiare idea, nè capire qualcosa in più del linguaggio fotografico, e in più ai tuoi occhi apparirò saccente, acida, scortese e presuntuosa. Quindi non ha neanche senso parlarne più.
Cordialmente
D
Da: chiccama
Oggetto: Re: sono chicca di briciole notturne
Data: 21 Ottobre, 2008 - 00:36
sicuramente la tua cultura è sconfinata, ma mi sembra che tu non conosca il significato di astrazione:
"""
La parola deriva dal latino abstrahere (scostare).
Il termine astrazione indica il procedimento mentale attraverso il quale si sostituisce un insieme di oggetti con un concetto, più generale, che descrive gli oggetti in base a proprietà a loro comuni.
Il procedimento indicato è in particolare attribuito alla creazione di un segno astratto. In questo caso, per "astrazione" si suole intendere un processo mentale mediante il quale si allontana, si estrae, una parte da un tutto visivamente percepito. La percezione visiva dell'angolo tra il ramo e il tronco di una pianta, può diventare la rappresentazione grafica dell'angolo.""
forse nel tuo parlar di pseudo filosofia ti sei persa qualche pezzo...
e una cosa non so se tu sia fotografa o arista o artista fotografa...ma il forografare è la mia vita...
e la tua risposta mi è sembrata molto banale...
non ti ho chiesto il significato dei termini, fin lì ancora ci arrivo , ma il nesso tra immanente e banale...
era così complicato...?
ti prego però di riprenderti questa frase:
***Non ti farò ............ capire qualcosa in più del linguaggio fotografico,***
quando avrai fotografao quanto e come me lo potrai dire ...prima no...
il resto è musica
ar
A: chiccama
Oggetto: Re: sono chicca di briciole notturne
Data: 21 Ottobre, 2008 - 21:48
La mia cultura non è sconfinata, è solo di stampo filosofico. Ti prego, conosco il significato di astrazione. E ti ripeto che dei banali closeups non sono astrazione di nulla, perchè non c'è alcun concetto, c'è solo una realtà materica ripresa da vicino, scontornata, che non vuol dire proprio astratta. E soprattutto non implica alcun concetto. E' solo della natura presa da vicino. Quale concetto implicherebbe? Implica il concetto dell'astrazione? Cioè dell'implicare un concetto? Sento il rumore di qualcuno che scivola palesemente dagli specchi. Mi sembra un cane che si morde la coda, concettualmente parlando.
Comunque non parlo di pseudofilosofia, parlo di concetti filosofici reali. Ti piace legare il prefisso di pseudo perchè non capisci una parola di quello che dico e fino a l'altro giorno disconoscevi il significato della parola immanente. E' un modo che già conosco per dissimulare le proprie ignoranze.
Io non mi ritengo una fotografa artista o una fotografa (ma che categorie umane o di pensiero sarebbero, scusa?). Semplicemente studio Fotografia allo IED di Milano, sto affrontando un percorso non solo stilistico e artistico ma anche di ricerca del linguaggio, delle modalità e delle implicazioni concettuali della Fotografia. Il fotografare potrà essere la tua vita, come lo sarà per tante altre persone, ma questo non ti concede automaticamente il tesserino della grande artista concettuale fotografica. Rimarrà sempre il fatto che non hai aggiunto nulla di nuovo alla Fotografia nè alla Storia della Fotografia, e trovo sinceramente la tua ricerca alquanto stereotipata e banalizzante.
Il nesso tra immanente e banale non sto qui a ripeterlo per la terza volta, devo dedurne che, o per ignoranza terminologica, o per rigonfiamento spropositato del tuo amor proprio, non lo capirai mai, e quindi non vedo perchè sprecare ulteriormente il mio tempo.
Inoltre non mi riprendo nessuna frase, perchè tu non sei nessuno per dirmi "quando avrai fotografato quanto e come me lo potrai dire ...prima no..." primariamente perchè non hai mai visto nessuna foto scattata da me e poi perchè, visto come vola bassa la tua ricerca, qualora esprimessi un giudizio sulla mia, non mi interesserebbe conoscerlo in nessuna forma.
Concludo dicendo due cose. Uno. tu dici "quando avrai fotografato quanto me", questo la dice infinitamente lunga sul tuo linguaggio fotografico. Quanto? E' una questione di quante foto? Io penso che si possa pensare una foto per giorni, mesi, anni, e realizzarla compiutamente in un unico scatto. Non è necessario l'accumulo. Due. Non pensare che scattare foto ben esposte e nitide (magari con una reflex e un'ottica della madonna) e aggiungerci una parola sia una ricerca fotografica. Si chiama esercizio tecnicista. Quello che fai e i commenti che ricevi non fanno di te un'artista in fotografia, ma una che nel suo giardino ha l'ego spropositamente e giornalmente nutrito. Prova a uscire dal giardino dei fotoamatori e scoprirai chi sei fotograficamente: Nessuno.
Cristo, perchè non lo imparerò, vivi e lascia vivere. Ma com'è difficile da mettere in pratica.
UPLOAD: mi ha risposto! E se prima erano discussioni sterili ora cosa sono. Sono proprio diventata Dorian Gray a pieno titolo in quest'ultima risposta. Capisco di non essere capita e di essere parafrasata come arrogante, presuntuosa, supponente. Non posso farci niente. Non posso sempre stare zitta politicamente corretta. Ogni tanto devo dirlo. Perchè a lei? Perchè non posso essere esplicita con certi colleghi per il quieto vivere e perchè sostanzialmente tutti mi stanno simpatici, al di là della personalità fotografica. Chi sono io per dire queste cose? Chi sono io per giudicare dalla cattedra del Tribunale dell'Inquisizione? Nessuno, una persona ipercritica con sè e con il resto del mondo. Ipercritica e iperfiduciosa, nei confronti di entrambe le sopraccitate parti. Se fossi solo ipercritica e arrogante non sarei positiva, incline al riso e abbastanza simpatica alle persone. Mi odierebbero tutti. Ma così non è, dunque lascio al blog il compito di tramandare anche le impressioni peggiori che si possono avere di Dorian Gray.